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Calabria, a Cittanova una marcia contro le ‘vacche sacre’ della ‘ndrangheta

In provincia di Reggio Calabria, la singolare protesta contro lo strapotere dei clan che usano anche gli animali per imporre la propria egemonia sul territorio. Una iniziativa ideata e promossa da un comitato cittadino “No bull”

17 dicembre 2017

CITTANOVA - Marcia contro le vacche sacre della ‘ndrangheta. Si è tenuta ieri per le vie di Cittanova, in provincia di Reggio Calabria, la prima manifestazione di protesta contro le cosiddette “vacche sacre” che i clan della criminalità organizzata abbandonano per le strade apparentemente per farle pascolare in libertà, in realtà per far sentire la propria egemonia sul territorio.  Una presenza, quella degli animali, che da tempo immemorabile costituisce un ulteriore segno tangibile dello strapotere malavitoso: il malaffare si serve anche degli animali per delimitare il suo campo d’azione e per incutere timore. Le vacche sono infatti definite sacre perché nessuno deve osare toccarle. 

L’iniziativa è stata ideata e promossa da comitato cittadino “No bull”, del tutto apolitico e apartitico. Il sodalizio è nato dal basso ed ha chiamato a raccolta tutti i cittadini che hanno a cuore la reputazione e la tranquillità di Cittanova e dei paesi limitrofi, facenti parte dell’entroterra reggino da sempre terra governata dalle cosche ‘ndranghetiste. La marcia è stato un ‘no’ deciso agli animali che vagano indisturbati per le strade e per i terreni. Una transumanza continua che la popolazione subisce da sempre, senza poter ribellarsi, senza poter esprimere il proprio dissenso per paura di ritorsioni, minacce e violenze di ogni genere. 

Il maltempo non ha fermato i manifestanti che hanno voluto sensibilizzare le istituzioni su questo fenomeno a cui nessuno mai si è veramente opposto. Nei giorni scorsi il comitato “No bull” aveva invitato tutta la società civile cittanovese a prendere parte alla marcia, invito che è stato raccolto da rappresentanti delle istituzioni, dell’imprenditoria, del mondo della scuola, dell’associazionismo. Una pacifica ‘chiamata alle armi’ per una forte presa di coscienza, per promuovere quel necessario senso di cittadinanza attiva contro il lassismo e il disfattismo con cui questa problematica è stata affrontata, senza mai essere risolta. Al comitato che ha promosso l’iniziativa ha inviato una sua lettera di vicinanza e solidarietà anche il prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari. (Maria Scaramuzzino)

 

© Copyright Redattore Sociale

Tag: 'Ndrangheta, Mafie

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