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Disabilità, un regalo sotto l’albero per affrontare in autonomia le strade africane

Ogni anno la Triride, azienda produttrice di un dispositivo che trasforma la carrozzina a rotelle in uno scooter elettrico, invia i prodotti rigenerati in Eritrea, come dono per i disabili che non potrebbero mai acquistarli

20 dicembre 2017

Tiride, carrozzine elettriche 2

CIVITANOVA MARCHE (MC) - La libertà, sotto l’albero. Libertà di muoversi, di non dipendere sempre dagli altri, di percorrere strade non accessibili. In qualche caso, anche - di riprogettare la propria vita. E’ il regalo che Gianni Conte e la sua Triride, l’azienda che dalle Marche produce un dispositivo in grado di trasformare una carrozzina a rotelle in uno scooter elettrico, fanno ogni anno alle persone disabili che vivono nell’Africa centrale e che mai avrebbero la possibilità di acquistare un ausilio del genere.
Dal capannone, nella zona industriale di Civitanova Marche, ogni giorno partono decine di dispositivi destinati al resto d’Italia, all’Europa e ai mercati extra europei e, a fianco alle confezioni di ausilii nuovi, ci sono gli scatoloni pronti ad essere imbarcati per l’Africa.

“Quando abbiamo in sede dei Triride rigenerati – spiega Gianni Conte -, perché le persone nel frattempo li hanno cambiati, o nel caso dei nostri stessi prototipi che usiamo per provare il dispositivo, li utilizziamo pro bono, regalandoli a chi non avrebbe mai la possibilità di acquistarli. Spesso vengono inviati in Italia per casi di particolare necessità che ci segnalano medici, associazioni o rappresentanti, ma il più delle volte le spedizioni sono destinate all’estero, in Africa: in Eritrea, soprattutto.
Attraverso un medico che opera in quella zona, tempo fa abbiamo avuto un contatto con un gruppo di disabili e siamo felici di sapere che queste persone, applicando il nostro dispositivo alla loro carrozzina, possono accedere e percorrere strade accidentate e sconnesse in maniera molto più semplice e sicura. Le foto che ci mandano testimoniano tutta la loro gratitudine e danno un senso ulteriore al lavoro di ogni giorno. E’ il nostro modo per dare una piccola mano a chi è davvero in grande difficoltà”. Sono una ventina i dispositivi inviati ogni anno in dono, tra Africa ed Europa.

Tiride, carrozzine elettriche 1

Creata 5 anni fa nel garage di casa, con i pezzi del primo prototipo assemblati in salotto da Gianni e Marta, Triride oggi è un’azienda in crescita che fattura 4 milioni di euro l’anno. L’impresa dà lavoro a 16 persone assunte con contratto a tempo indeterminato, ha creato un piccolo indotto che produce parte dei componenti, conta 15 distributori in Europa, ha dato a più di 5 mila persone nel mondo una nuova e insperata autonomia e ora, grazie anche alle fiere internazionali, è lanciata come prodotto innovativo sui più importanti mercati internazionali.

“Il nostro – spiega Gianni Conte - è un dispositivo che si applica agevolmente alla carrozzina, solleva le ruote anteriori e la traina, trasformandola in uno scooter elettrico. Quando ti metti alla guida ritrovi la stessa sensazione di libertà di quando salivi in moto. I punti di forza sono la leggerezza, la particolare mobilità e una potenza che permette di affrontare superfici difficili e pendenze rilevanti”.
In 5 anni il dispositivo ha fatto viaggiare persone in ogni angolo del pianeta, numerosi i testimonial eccellenti: dall’Argentina con Federico Villa, all’Alaska con Angelo Pretini, dall’Australia con Sofia Righetti, all’India e al Nepal con Simona Anedda. Dalle paralimpiadi di Rio con gli atleti della nazionale di Handbike, a Capo Nord, dal cuore dell’Africa all’estremo Oriente con William Ronchi. Molte persone hanno potuto compiere il Cammino di Santiago, altri, semplicemente, realizzare progetti e viaggi a cui avevano rinunciato. Altre ancora, come nei villaggi dell’Africa centrale, affrontare strade inaccessibili fino a quel momento. (Teresa Valiani)

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