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Disabilità, esoscheletro di nuova generazione per le persone con lesione midollare

Lo studio è finanziato da Fondazione CR Firenze ed è realizzato dall’Unità spinale di Careggi in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

21 dicembre 2017

FIRENZE - Si chiama Climb il progetto toscano per la sperimentazione clinica dell’uso degli esoscheletri robotici (indossabili) a supporto delle persone con lesione midollare. Lo studio è finanziato da Fondazione CR Firenze ed è realizzato dall’Unità spinale di Careggi in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.  

- L’esoscheletro è un sistema robotico che consente il movimento e il cammino alle gambe paralizzate supportando, quando possibile, le capacità muscolari rimaste dopo la lesione del midollo spinale. È uno strumento di esercizio e riabilitazione i cui effetti positivi sulla condizione psicofisica delle persone con lesione midollare sono in fase di studio (sono previsti due anni) grazie ad un finanziamento di oltre 200.000 euro della Fondazione CR Firenze. Stanno collaborando al progetto, insieme all’Unità Spinale e all’Istituto di Tecnologie della Comunicazione, dell'Informazione e della Percezione della Scuola Superiore Sant'Anna, l’Associazione Habilia e l’Associazione Toscana Paraplegici (ATP). In questo ambito sono in sperimentazione anche nuove tecnologie di ‘soft robotics’ (‘robotica soffice’) per creare esoscheletri robotici per la mano, leggeri e indossabili, in grado di restituire ai pazienti con tetraplegia la funzione manuale più naturale. 

La lesione midollare è la conseguenza di traumi spinali con un deficit totale o parziale di varie funzioni come mobilità e sensibilità ed è tra le patologie più invalidanti che colpiscono in media pazienti giovani (29 anni). In Italia l’incidenza della lesione midollare è di circa 18/20 nuovi casi l’anno per 1.000 abitanti. Queste lesioni, sebbene più rare rispetto ad altre patologie del sistema nervoso, rappresentano comunque un importante problema sanitario e sociale, a causa della gravità e irreversibilità degli esiti. La scelta dell’utilizzo di esoscheletri di nuova generazione, come quello impiegato per il progetto, è motivata dalle possibilità offerte da questo tipo di strumento che consente ai pazienti di non utilizzare la sedia a rotelle e mantenere la stazione eretta per la deambulazione. Ne conseguono aspetti potenzialmente positivi dal punto di vista riabilitativo, come il miglioramento non solo dell’autonomia ma anche della funzione degli organi interni e quindi dello stato di salute generale. 

‘’Sosteniamo con grande interesse questo progetto – dichiara il Direttore generale di Fondazione CR Firenze Gabriele Gori – perché permette alla tecnologia più avanzata di migliorare la vita di persone che soffrono. Un progetto che vede riunite attorno alla nostra Fondazione delle eccellenze in campo nazionale per una sperimentazione che ci auguriamo possa dare i risultati attesi. Come Fondazione siamo da sempre impegnati nella ricerca medica e negli ultimi anni abbiamo fortemente concentrato la nostra attenzione sui temi dell’innovazione tecnologica che permea tutti i settori del vivere contemporaneo e anche le scienze mediche e cliniche. Penso che oggi qui abbiamo assistito alla dimostrazione di come il futuro sia già arrivato e di come la tecnologia, quando governata e finalizzata al miglioramento delle condizione di vita dei pazienti, possa avere applicazioni e risultati fino a pochi anni fa inimmaginabili.”

 

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