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Centro per il rimpatrio in Toscana, Cospe chiede un tavolo di confronto

La ong contraria all’adozione da parte del consiglio comunale di Firenze della mozione che sostiene la richiesta di aprire un centro di permanenza per il rimpatrio in Toscana

21 dicembre 2017

FIRENZE – No al centro per il rimpatrio in Toscana. E’ quanto chiede la Ong toscana Cospe, che “deplora l’adozione da parte del consiglio comunale di Firenze (del 4 dicembre scorso) della mozione che sostiene la richiesta di aprire un centro di permanenza per il rimpatrio in Toscana”.

- Spiegano da Cospe in una nota: “La mozione adottata rappresenta un passo indietro preoccupante rispetto alle politiche locali e un segnale di debolezza istituzionale contro la riemersione di nuovi fascismi che proprio sul razzismo e la xenofobia in Italia e in Europa fanno leva. Chiediamo al Comune di Firenze di non dar seguito alla mozione e sollecitiamo la convocazione di un tavolo di confronto con le associazioni del territorio che si occupano di migrazione, mettendoci a disposizione per una facilitazione e il coordinamento di tali realtà”.

Secondo Cospe, “puntare sui rimpatri in assenza di altri canali di accesso come le quote di accesso per ragioni economiche, anche stagionali, o di corridoi umanitari per chi fugge da paesi fortemente instabili e violenti è una falsa soluzione. Inoltre tutte le ricerche svolte e le inchieste condotte sui centri di detenzione per migranti in Italia e fuori dall’Europa mostrano che questi centri sono luoghi di violazioni sistematiche dei diritti fondamentali nonché una costosissima e inefficace pratica di contenimento e gestione delle migrazioni”.

 

 

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