:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Quelle parole come pietre che costruiscono ponti tra italiani e migranti

Una “scuola esperienziale di italiano” è alla base del progetto Costruttori di ponti del CSV di Parma. Venti giovani tra 16 e 18 anni, per metà locali e per metà richiedenti asilo, si incontrano nella quotidianità del cibo, del gioco e della lingua

03 gennaio 2018

A Parma, pietra dopo pietra, sta nascendo un ponte. Sulle sponde da collegare ci sono venti ragazzi: da una parte quelli nati e cresciuti qui, che frequentano le nostre scuole e che dormono da sempre sotto lo stesso cielo; dall’altra quelli arrivati da paesi lontani, fuggiti da guerra e povertà, la cui casa ora è una comunità di accoglienza del territorio. Tutti adolescenti (16-18 anni) con in comune molte più cose di quelle che gli adulti mai potrebbero immaginare. 

- Il ponte? Il ponte è la lingua, che permette l’incontro, lo scambio fra mondi che, a ben pensare, sono lo stesso mondo, solo visto da un’altra angolazione. Questo è il senso di “Costruttori di ponti” un’esperienza nata da un’idea di Forum Solidarietà, il Centro di servizio per il volontariato di Parma, che ha a cuore anzitutto quell’integrazione fra culture che passa obbligatoriamente dal conoscere i volti, le mani e le storie degli altri.

Lo scorso novembre, il primo mattone: un campo di due giorni durante i quali i venti giovani partecipanti - dieci provenienti da cinque scuole superiori cittadine e dieci richiedenti asilo - hanno vissuto insieme la quotidianità e dove il gioco, il cibo, la musica sono state non solo cemento di nuove amicizie ma anche il pretesto per apprendere nuove parole. Parole del quotidiano, appunto, fondamentali per orientarsi, comprendere e comunicare. Parole come pietre che costruiscono vicinanza.

Senza rendersene conto, con naturalezza e semplicità, i ragazzi hanno dato vita a una vera e propria scuola esperienziale di italiano tra pari. Alchimia perfetta, nella Casa laboratorio dell’associazione “KwaDunia”, a Casaltone, nella prima campagna che abbraccia la città.Cucinando insieme i ragazzihanno dato un nome e un verbo a ingredienti,oggetti e utensili, giocando a tombola hanno preso confidenza con numeri e i loro tratti grafici… E una tazza di tè, bevuta in cerchio in un’atmosfera calda e pacata, ha offerto il pretesto per mettere in comune gusti, esperienze eassaporare la bellezza delle emozioni condivise. L’entusiasmo di chi ci è stato è palpabile e, dal racconto di queste giornate,emerge senza ombra di dubbio che l’esperimento è pienamente riuscito.

Ora la costruzione del ponte continua e il cantiere è aperto, anche a nuovi giovanicostruttori. Chi ha partecipato al campo, tornando a casa ha esteso l’invito ad altri amici e compagni e non vuole fermarsi. Giovedì scorsoi ragazzi si sono nuovamente ritrovati, nella sede del CSV, ospiti dei locali del Centro Interculturale, ancora in cerchio, ancora intorno a un tè e alle parole. Così si aggiungono nuove pietre, gli incontri a cadenza settimanale che i ragazzi hanno già messo in calendario da qui a fine marzo.

Nel frattempo i giovani neo insegnanti di italiano si sono anche formati, guidati da chi la scuola agli stranieri la fa da anni, docenti volontari esperti dai quali hanno appreso alcune tecniche e strumenti per aiutare con più efficacia i loro nuovi amici. Così il ponte crescerà e sarà solido. La strada è pioniera ma è impensabile non percorrerla per chi vuole un futuro senza muri e barriere. (Francesca Moretti)

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa