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Porte sensoriali e pavimenti percettivi nella scuola inclusiva di Architutti

Un kit per il restyling inclusivo delle aule. È il progetto che ha vinto il concorso di idee “Includi…Amo”. L’idea di Chiara Dallaserra e Francesca Bulletti, architetti che seguono i principi della progettazione universale: “Soluzioni modulabili in base alle diverse esigenze”

05 gennaio 2018

Porte sensoriali

BOLOGNA - Porte sensoriali per consentire anche ai bambini con difficoltà visive di capire in quale aula stanno entrando. Pareti da usare grazie a un pannello forato in legno utilizzabile come una plancia di gioco. Finestre per tutti con una cornice che abbassa il davanzale rendendolo accessibile anche ai bimbi in sedia a ruote. Armadietti con maniglie intercambiabili su cui sono riportati in rilievo gli oggetti che si trovano all’interno. Pavimenti percettivi costituiti da un sistema modulare che permette di allestire l’aula a seconda delle esigenze e percorribile anche dalle sedie a ruote. Sono le soluzioni contenute nel kit per il restyling inclusivo nella scuola dell’infanzia, il progetto che ha vinto il concorso di idee “Includi… Amo” organizzato dalla direzione didattica Paolo Vetri di Ragusa, sede del Centro territoriale e capofila della Rete provinciale per l’inclusione (che comprende 40 scuole della provincia) insieme all’ordine degli architetti di Ragusa, Farm Cultural Park, Sou Scuola di architettura per bambini. L’idea è di Chiara Dallaserra e Francesca Bulletti di Architutti, team di architetti tutto al femminile – di cui fanno parte anche Elisabetta Papi e Nadia Recca – e che si ispira ai principi dell’universal design.

- La progettazione inclusiva oggi è solo una normativa, il nostro approccio è diverso: la progettazione per tutti fa bene a tutti non solo a chi ha esigenze speciali e si può fare fin dall’inizio”, spiega Francesca Bulletti. Per il concorso però hanno preferito pensare a soluzioni che si adattassero al patrimonio scolastico esistente. “Fare un progetto unico in questo caso era complicato, per questo abbiamo ideato una serie di soluzioni modulabili, personalizzabili e flessibili in base alle diverse esigenze che si possono incontrare a scuola”. La giuria l’ha scelto perché “si distingue per la sua completezza e semplicità espressiva e rappresentativa e si configura come un vero e proprio paesaggio dell’apprendimento, caratterizzato da elementi architettonici a diversa scala che soddisfano le esigenze di adattabilità e replicabilità in diversi ordini di scuole”.

Porte, pareti, armadietti, pavimento e finestre. Senza dimenticare il gioco. Sono gli elementi che compongono il kit di Architutti pensato per la scuola dell’infanzia (il bando richiedeva di scegliere un livello scolastico) ma che, come indicato anche nella motivazione della giuria, è adattabile anche in altri ordini scolastici. “Nelle scuole dell’infanzia le aule sono distinte in base ai colori ma per i bambini con difficoltà visive non ha senso differenziarle in base al colore – spiega Bulletti – Allora abbiamo pensato a una porta sensoriale, con linee adesive in rilievo che la rendono tattile e riconoscibile anche da chi non vede”. Al posto dell’aula gialla o azzurra, ci potrà essere l’aula a righe, a bolle o punti e i bambini potranno toccare la porta e sapere in quale aula stanno entrando. Le finestre diventano per tutti grazie a una cornice in legno che le circonda: lateralmente la cornice può contenere armadietti e “sul davanzale, abbassato, tutti i bambini possono sedersi, anche quelli con difficoltà motorie”, precisa Bulletti. Una parete può essere rivestita da un pannello forato in legno che la trasforma in una plancia di gioco: a terra ci sono pedine cilindriche colorate che si possono infilare nei fori, mentre nella parte alta gli adulti possono appendere disegni o altri materiali utilizzando calamite. “La presenza di un unico pannello stimola la collaborazione – continua Bulletti – Inoltre, per le sue caratteristiche può essere utile per l’accompagnamento all’alfabetizzazione al Braille”. Gli armadi possono essere dotati di maniglie removibili e intercambiabili che consentono a tutti i bambini di capire cosa si trova al loro interno: sulle maniglie sono presenti una serie di rappresentazioni degli oggetti che si trovano a scuola, dai giochi alla cartoleria ai vestiti di cambio.

“Oltre a essere adatto a bambini ciechi e ipovedenti, il metodo grafico riconduce alla comunicazione aumentativa alternativa, consentendo la comprensione anche a chi ha difficoltà comunicative e cognitive”, aggiunge Bulletti. Dipingendo le ante con vernice a effetto lavagna è possibile personalizzare ulteriormente il contenitore. Anche i pavimenti diventano percettivi grazie a un sistema modulare in legno rivestito di una pellicola che può essere percorso anche dalle ruote delle carrozzine. “I pannelli possono essere montati, anche insieme ai bambini, a inizio anno o al cambio di stagione, a seconda delle esigenze – spiega Bulletti – Ad esempio, per suddividere l’aula o differenziare la zona del gioco da quella dedicata al relax o ai pasti”. 

Il kit per un’aula inclusiva non dimentica ovviamente il gioco. Prevede infatti la tana, un gioco costituito da quattro pannelli in legno uniti da tre cerniere che possono formare una casetta o un tunnel. “I bambini possono entrarci, nascondersi e giocare – afferma l’architetto – È adatto a tutti ma può essere utile, ad esempio, per i bambini con autismo che possono aver bisogno di un luogo tranquillo, lontano dagli altri”. (lp)

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