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La spiritualità nella cura dei bambini, un convegno al Meyer

L’Ospedale pediatrico fiorentino organizza una giornata per interrogarsi sulla sofferenza del bambino malato, insieme ai rappresentanti delle diverse comunità religiose: buddhista, ebraica, cristiana cattolica, cristiana evangelica, cristiana ortodossa, islamica

10 gennaio 2018

- FIRENZE - La spiritualità e la religiosità influiscono in modo positivo sul benessere e sul processo terapeutico. Ricerche realizzate nel mondo anglosassone hanno infatti dimostrato questa positiva relazione nell’ambito sanitario. L’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze, da sempre sensibile e attento alla dimensione spirituale, si interrogherà sulla sofferenza del bambino malato, insieme ai rappresentanti delle diverse comunità religiose: buddhista, ebraica, cristiana cattolica, cristiana evangelica, cristiana ortodossa, islamica. Un’iniziativa che si innesta nell’esperienza dello Spazio dello Spirito, luogo di condivisione dove persone che professano religioni diverse o credono semplicemente nel valore supremo dell’essere umano trovano accoglienza nel pieno rispetto dell’identità di ciascuno, delle peculiari sensibilità o delle particolari espressioni confessionali di culto. 

Proprio in questo spazio, definibile “un’oasi durante il cammino” domenica 14 gennaio dalle ore 16 si terrà la Giornata dello Spirito dedicata al tema “Le risposte di speranza delle diverse fedi religiose davanti alla sofferenza di un bambino malato”. Dopo l’apertura da parte di Alberto Zanobini, Direttore Generale del Meyer, seguiranno le testimonianze di Don Fabio Marella, assistente spirituale del pediatrico fiorentino; Benedetta Fantugini della Fondazione Marta Cappelli Onlus e Tommaso Casini, oncoematologo del Meyer. I relatori esprimeranno la riflessione delle differenti confessioni religiose su un tema così importante per chi lavora e vive l’ospedale pediatrico. Padre Guidalberto Bormolini, monaco e antropologo della Comunità dei ricostruttori nella preghiera, parlerà de “L’occhio del cuore: l’arte della speranza nella cura”; Ven. Raffaele Longo, monaco buddhista già presidente dell’Unione buddhista italiana interverrà su “Il ruolo dell’istruzione interiore nel dolore e nella sofferenza”, Marta Conti Forti, rappresentante della Comunità Ebraica interviene su “Al passo dei bambini”; Mons. Andrea Bellandi, vicario generale della Diocesi di Firenze rifletterà sul tema “E si prese cura di lui”, Raffaele Volpe, pastore della Chiesa riformata svizzera della Comunità cristiana evangelica si interrogherà sulla “Speranza di fronte alla sofferenze di bambini e bambine nella comprensione evangelica”; Padre Ioan (Ionut) Coman della Chiesa ortodossa romena dell’ascensione del Signore punterà su “La Chiesa ortodossa luogo di cura dell’anima e del corpo”, mentre per la comunità islamica Hamdan Alzeqri, mediatore culturale, ministro di culto presso il carcere di Sollicciano, insegnante di arabo e studente di teologia rifletterà su “La speranza della guarigione”. 

A chiudere Gianpaolo Donzelli, Presidente della Fondazione Meyer che porrà l’accento proprio su “La spiritualità nel progetto globale di cura”. Curare infatti non è compito esclusivo della scienza, ma è collegato anche con la mobilitazione delle risorse interiori della persona. Negli ultimi tempi si parla molto infatti del rapporto tra spiritualità e cura e si registra una richiesta crescente di trascendenza. Lo spirito deve essere oggetto di cura, ma può a sua volta essere portatore di sostegno e speranza dove la razionalità umana non può arrivare, un desiderio di spiritualità che investe anche l’ambiente sanitario e pediatrico.

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