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Una classe inclusiva? Le 5 regole da rispettare secondo Save the children

Rispettosa, bambino-centrica, salutare, protettiva e famigliare: deve essere così una classe in cui viene garantita a tutti i bambini la piena fruizione del diritto all’educazione e il rispetto del diritto di non-discriminazione

12 gennaio 2018

ROMA - Rispettosa, bambino-centrica, salutare, protettiva e famigliare: deve essere così una classe inclusiva. Lo spiega Save the children. “Fare educazione inclusiva significa fare comunità - sottolinea l’organizzazione -. Inclusivo è un ambiente dove le diversità, di tipo fisico, socioeconomico, etnico e di genere vengono valorizzate così da dare a tutti pari possibilità di crescita in un sistema equo e coeso in grado di prendersi cura di tutti i cittadini, assicurandone la loro dignità, il rispetto delle differenze e le pari opportunità”.

- Per Save the children la scuola è il principale luogo di apprendimento all’interno del nostro sistema educativo. “Una classe inclusiva è un luogo dove viene garantita a tutti i bambini la piena fruizione del diritto all’educazione e il rispetto del diritto di non-discriminazione – continua la nota -. È un luogo dove i bambini con bisogni educativi speciali vengono inclusi nell’apprendimento da insegnanti qualificati, capaci di andare incontro alle necessità del singolo bambino. Nel rapporto "Inclusive Education: What, Why and How" abbiamo voluto raccontare, basandoci sulla nostra esperienza, ciò che significa educazione inclusiva per noi”.

Ma cosa si intende nello specifico? Una classe rispettosa è quella in cui “nessun bambino viene escluso o marginalizzato. Tutti i bambini, indipendentemente dalla classe sociale, il genere, l’etnia e le proprie capacità, vengono inclusi in aula. Fondamentale è il fatto che tutti i bambini vengono trattati in maniera eguale: con assoluto rispetto”. Bambino-centrica è quando “gli insegnanti penseranno in maniera personalizzata alle attività da svolgere, rispettando così i bisogni del singolo bambino. Ad esempio, questi ultimi potranno proporre diversi metodi d’insegnamento per chi impara meglio leggendo, scrivendo, disegnando, guardando etc. Il tutto coinvolgendo i bambini al massimo; chiedendo di esprimere le proprie opinioni, sensazioni e stati emotivi provati durante le attività”. Salutare vuole dire che“il bambino deve sentirsi a proprio agio all’interno della classe e dell’intera scuola. Questo significa che i servizi igienici sono accessibili a tutti e gli insegnanti si impegnano a integrare dei laboratori e delle lezioni sulle corrette pratiche igienico sanitarie. Non esistono barriere architettoniche e mentali in una classe inclusiva”. Protettiva è quella classe in cui “ogni bambino è protetto da abusi e violenze, verbali e fisiche. Tutti sono incoraggiati a proteggere il prossimo. Non sono ammesse punizioni corporali e verbali. Per raggiungere tutto ciò verrà creato un codice di condotta per i rapporti tra insegnanti e studenti”. Infine “famigliare perché i genitori vengono inclusi nel processo educativo. Questo avviene attraverso singoli colloqui che prendono in considerazione non solo l’andamento scolastico ma anche lo stato emotivo e di salute dei loro figli. I genitori e le comunità vengono incluse in attività scolastiche aperte a tutti”.

Come sancito, infatti, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e ribadito dalla Convenzione Internazionale per i Diritti dell’Infanzia l’educazione è un diritto fondamentale, da garantirsi in funzione delle capacità e bisogni di ciascun bambino, senza che nessuno sia escluso a causa delle sue caratteristiche personali. “La Convenzione, così come altri trattati internazionali specifici per alcuni gruppi quali donne, minoranze e persone con disabilità, sancisce infatti il diritto alla non-discriminazione e la necessità di tutela di tale diritto da parte degli Stati aderenti – conclude Save the children -. Educazione ed educazione inclusiva sono dunque tematiche che devono essere affrontate dai Governi e dalle comunità attraverso un approccio universale e basato sui diritti, che assicuri a tutti i bambini reali opportunità di apprendimento e sviluppo”.

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