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Nuovo Piano Ue per investimenti esterni, se ne discute martedì a Roma

La conferenza è organizzata da Link 2007, la rete di ong aderente al Forum del Terzo Settore. L’obiettivo è quello di evidenziare e approfondire le possibilità di attrazione degli investimenti privati in Africa e nel Mediterraneo, interverranno anche i Ministri Alfano e Calenda

13 gennaio 2018

ROMA - Evidenziare e approfondire le possibilità di attrazione degli investimenti privati per uno sviluppo più inclusivo e sostenibile in Africa e nel Mediterraneo. Sono gli obiettivi della conferenza organizzata da Link 2007 (la rete di ong aderente al Forum Terzo Settore) dal titolo “Il nuovo piano europeo per gli investimenti esterni: l’iniziativa imprenditoriale in Africa e nel Mediterraneo” in programma martedì 16 gennaio al Palazzo della Farnesina. La giornata propone quattro sessioni di approfondimenti, nella prima, dal titolo “Il sistema Paese e gli investimenti in Africa e nel Mediterraneo per lo sviluppo sostenibile”, interverranno anche i Ministri Angelino Alfano e Carlo Calenda.

-Tra i temi al centro del dibattito il nuovo Piano Europeo per gli Investimenti esterni, il relativo Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile, l’offerta delle Garanzie a copertura del rischio, la promozione di contesti favorevoli agli investimenti e, più in generale, il sostegno finanziario europeo e nazionale nelle diverse forme (blending).

Va ricordato che il Piano europeo per gli investimenti esterni propone, nel solco dell’Agenda 2030, strategie di sviluppo sostenibile e partenariati innovativi con i Paesi dell’Africa sub sahariana e del Vicinato europeo, stimolando investimenti per una crescita economica che generi occupazione dignitosa e stabile, benessere sociale diffuso, contribuendo al contempo a superare le cause profonde della migrazione irregolare. Per il triennio 2018-2020, il Piano rende disponibili finanziamenti e garanzie per 4,1 miliardi al fine di generare investimenti per un valore presumibile di 44 miliardi. E’ previsto un suo ampliamento nel bilancio Ue 2020-2026, con disponibilità che potrebbero essere fino a dieci volte superiori.

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