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Palermo, digiuna e dorme in strada contro le morti dei senza dimora

Da cinque giorni, il missionario laico Biagio Conte, ha scelto di dormire per strada per sensibilizzare la città sui decessi dei senza fissa dimora degli ultimi giorni. "Non è più il tempo delle parole ma c'è bisogno di azioni concrete"

14 gennaio 2018

PALERMO - Da cinque giorni, sotto i portici dell’ufficio Postale centrale, per stare a fianco dei senza dimora, dorme in strada come loro e digiuna per protesta. E' la scelta del missionario laico Biagio Conte che, dopo la morte in strada di tre senza dimora, ha deciso di sensibilizzare tutta la cittadinanza e le istituzioni in questo modo affinché al più presto ci si attivi in maniera concreta. Nelle quattro strutture della Missione Speranza e Carità vengono accolte già circa 1800 persone, italiane e straniere, in grave stato di emarginazione sociale.  Intanto in queste ore il missionario non è mai stato solo perché in tanti sono stati i cittadini che in maniera diversa hanno manifestato la loro solidarietà. A turno in queste ore lo hanno sempre affiancato molti ospiti della Missione. "Siamo suoi figli - dice emozionato uno di loro -. Come lui ha fatto con noi, siamo adesso noi che lo sosteniamo, portandogli coperte, bevande calde e tutto quello che può rendere meno dura la permanenza in strada pur con questo freddo". 

il missionario laico Biagio Conte
il missionario laico Biagio Conte

 

"Sento forte il bisogno di scuotere le coscienze di tutti e di sciogliere questi cuori duri - dice Biagio Conte - perché non prevalga l'egoismo e l'indifferenza più totale. Non possiamo, in una società sempre più moderna e tecnologica, ancora assistere passivamente alla morte di questi fratelli in strada che, profondamente soli, si sono abbandonati e lasciati andare senza che nessuno se ne accorgesse. Sono tante le persone che oggi si disperano perché perdono prima il lavoro, poi la casa e poi ancora tutti i legami affettivi che a volte si lacerano. Sono tante anche le famiglie che soffrono e ci chiedono aiuto per lo stato di forte povertà in cui sono cadute. Tutto questo per me che vivo con gli esclusi da 27 anni mi ferisce profondamente. Perché ancora nel 2018 i più vulnerabili devono morire in strada sotto gli occhi di tutti?".

"Mi preoccupa chi è abbandonato da tutti, italiano o straniero - continua Biagio Conte - in profonda solitudine si lascia andare ad altre forme di compensazione come alcol, droghe e vizi di ogni genere. Allora non è più il tempo delle parole e dei continui rinvii di una piaga sociale così forte perché tutti abbiamo il dovere di rispondere con azioni concrete. Ci sono famiglie che si disperano perché dopo avere perso la casa rimangono in attesa per lungo tempo che qualcuno li aiuti davanti ad una burocrazia che le fa affogare lentamente in tutti i loro problemi. Non possiamo stare sereni dobbiamo fare in modo che questo non accada più per questo ho deciso di scegliere la preghiera, il digiuno per gli ultimi nella speranza che non deve mai essere persa per le opere concrete. Sento che solo insieme, unendo tutte le forze, ci potrà essere un maggiore impegno sociale”. 

Secondo Conte, ogni quartiere dovrebbe avere dei punti di ritrovo dove segnalare e rispondere alle prime emergenze di chi sta male e vive in povertà, facendo nello stesso tempo un lavoro di prevenzione. “Rispetto a quando abbiamo iniziato noi, oggi ci sono maggiori gruppi di sostegno ai più poveri - spiega Conte -. Occorre accrescere ancora di più la collaborazione tra chiese, Caritas, associazioni e istituzioni. I nostri poveri non hanno bisogno soltanto di avere portato i beni di prima necessità ma bisogna dare loro conforto, speranza e accoglienza autentica di chi li fa sentire voluti bene. Sono tanti i fratelli e le sorelle che sono al riparo nella nostra Missione ma molti ancora sono per strada e c'è bisogno di aiuto, c'è bisogno di sostegno profondo, vero, sincero, ognuno deve fare la sua parte prima che sia troppo tardi". (set)

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