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"Basta violenze", a Napoli 4 mila persone in corteo contro le baby gang

C'era un lenzuolo con la scritta "Basta violenze" in testa al corteo partito dalla stazione della metropolitana di Scampia. In strada centinaia di ragazzi dell'area nord di Napoli. De Luca: “Abbassare la soglia di punibilità”

17 gennaio 2018

Corteo contro le baby gang a Napoli (Foto Dire)

NAPOLI - Circa 4 mila persone hanno sfilato stamattina per le strade di Scampia e Chiaiano in occasione del corteo degli studenti contro le violenze. Una manifestazione pacifica è partita dalla stazione della metropolitana contro le baby gang, bande di giovanissimi che nelle ultime settimane hanno colpito diversi coetanei. La mobilitazione è nata per mostrare solidarietà nei confronti di Gaetano, il giovane di Melito ricoverato dopo essere stato aggredito da una banda di ragazzi, e di Arturo, 17enne ferito in via Foria e colpito da decine di coltellate. In testa al corteo c'erano i familiari dei due studenti, Enzo, zio di Gaetano, e Lara, sorella di Arturo. 

Tanti i cori dedicati ai due giovani. "Siamo tutti Arturo" e "Siamo tutti Gaetano", questi i cartelli esposti dai ragazzi provenienti dalle scuole di tutta la città, accompagnati anche da docenti e genitori. Più volte i giovani hanno invitato i commercianti e i cittadini di Scampia ad uscire di casa, a chiudere i propri negozi per unirsi al corteo e lanciare insieme il messaggio "Stop violenze".
Hanno sfilato tra le strade di Napoli anche una ventina di studenti delle scuole dell'infanzia che hanno intonato il coro "Stop ai bulli", commuovendo perfino gli adulti. Tante le istituzioni al fianco dei ragazzi: dal vicesindaco di Napoli, Raffaele Del Giudice, al sottosegretario alla Giustizia, Gennaro Migliore; dai presidenti di Municipalita' Ivo Poggiani, Apostolos Paipais e Francesco Chirico, all'assessore comunale all'istruzione Annamaria Palmieri.
"Il corteo di oggi è un segnale fortissimo - ha spiegato un rappresentate degli studenti alla fine della manifestazione -. Esiste una generazione capace di riprendersi il suo futuro. Lo fa oggi, con le lotte, lo fa ogni giorno con le scuole. E continuerà a dimostrarlo. Napoli non è omertosa, Napoli è quella città che risponde a violenze e barbarie".

Minniti a Napoli. Ieri il ministro dell'Interno, Marco Minniti, era in prefettura, a Napoli, per illustrare le misure prese per arginare il fenomeno delle baby gang: più forze dell'ordine, maestri di strada e tolleranza zero. Ma l'inquilino del Viminale ha chiesto anche alla città di partecipare, manifestando il proprio dissenso contro una violenza "inaccettabile" e in cui esiste un "rischio emulazione". Quella di oggi, organizzata dal collettivo Ferraris di Scampia, è stata la seconda risposta dopo un primo corteo pacifico che aveva come protagonisti i compagni di scuola e i familiari di Arturo.

"Servono più forze dell'ordine". "Questi ragazzi quando escono di casa per andare a scuola o per uscire con gli amici, di giorno o di sera, devono essere tranquilli. Ci vogliono più forze dell'ordine". Ne è convinto Vincenzo Lucca, lo zio di Gaetano, il ragazzo di Melito ferito da una baby gang a Chiaiano.
Enzo è stato alla testa al corteo degli studenti contro le violenze, che hanno sfilato nei quartieri dell'area nord di Napoli per alzare il proprio grido di protesta contro gli ultimi episodi criminali che hanno visto protagonisti dei giovanissimi aggredire coetanei. "Questa storia deve finire assolutamente e subito - spiega lo zio di Gaetano all'agenzia Dire -. I nostri ragazzi devono poter vivere in pace mentre le baby gang devono essere punite".
Al momento Gaetano, ricoverato a seguito dell'agguato e operato alla milza, "sta molto meglio - assicura Enzo Lucca - si è ripreso e se tutto va bene tra circa 15 giorni potrà rientrare a casa".

"Difficile curare le ferite psicologiche". "Arturo è stato accoltellato per 20 volte. Le ferite fisiche sono inaudite, enormi, ma quelle psicologiche saranno ancora più difficili da curare. Mio fratello ha bisogno di sostegno e di vicinanza". A parlare all'agenzia Dire è Lara, la sorella di Arturo, il 17enne accoltellato in via Foria, la strada del centro di Napoli in cui il giovane vive. Lara ha 15 anni e oggi ha deciso di partecipare al corteo degli studenti contro le forme di violenza partito dalla metropolitana di Scampia, una risposta al dilagare della violenza perpetrata dalle baby gang nei confronti di altri giovanissimi. "Nella strada in cui viviamo - racconta Lara - ci sono sacche di criminalità organizzata che escono fuori per rimarcare la padronanza del territorio, bisogna fermare questo fenomeno. Abbiamo registrato 11 aggressioni a minori negli ultimi mesi. Sono giovani che colpiscono altri giovani. Credo sia doveroso far sentire la voce di noi studenti e ragazzi perché, per il momento, l'unica cosa che possiamo fare è farci sentire".

De Luca: “Abbassare soglia punibilità e inasprire pene”. "Sono per avere decisioni ferme, sono per verificare la possibilità di abbassare la soglia di punibilità sotto i 16 anni. Sono per la responsabilizzazione piena, anche da un punto di vista patrimoniale, dei genitori". Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, sul fenomeno delle baby gang a Napoli. Il governatore, a margine della conferenza stampa organizzata a Palazzo Santa Lucia e dedicata ai trasporti campani, ha spiegato di essere a favore di un "inasprimento delle pene".
La Regione per parte sua è impegnata in un programma "vastissimo, Scuola viva. Ma c'è un tema che si chiama repressione che diventa indispensabile quando si vuole garantire la tranquillità di una comunità. Quindi - ha concluso De Luca- bisogna scendere anche su questo piano".

"Forza Gaetano, non mollare!". Lo scrive in un post Luigi de Magistris che ha fatto visita in ospedale al ragazzo di Melito aggredito "con violenza criminale e brutale a Chiaiano alcuni giorni fa da un branco di persone senza cuore e senza cervello".
"Gaetano - scrive il primo cittadino - sta meglio, ha reagito alla grande. Ragazzo coraggioso e sensibile, assistito dalla mamma che ha avuto un comportamento esemplare di grande dignita' nella tragedia. Gaetano lo aspetto presto a Palazzo San Giacomo per dargli la medaglia della citta' di Napoli". (DIRE)

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