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Funder 35, premiate 62 imprese culturali. “Occasione importante per i giovani"

Presentate oggi al Mibact le imprese selezionate dall’edizione 2017 del bando “Funder 35, l’impresa culturale che cresce”. Oltre la metà dei progetti al Nord Italia. Riceveranno quasi 2,5 milioni di euro. Guzzetti (Acri): “Dal 2002 sostenute 223 imprese con 10 milioni di euro”

17 gennaio 2018

- ROMA - Festival teatrali e cortometraggi, incubatori per offrire servizi ad artisti emergenti, iniziative di promozione della cultura enogastronomica, tour turistici, campagne di comunicazione, residenze per artisti, eventi e tanto altro nei campi dell’arte, del cinema, della musica, della danza, ma anche della cultura circense e del teatro. È quel che realizzeranno le 62 imprese culturali giovanili premiate questa mattina al Mibact e selezionate con il “Bando Funder 35 l’impresa culturale che cresce”, nella sua edizione 2017, promosso da 17 fondazioni di origine bancaria e dalla Fondazione con il Sud, con l’obiettivo di rafforzare le organizzazioni non profit composte prevalentemente da giovani sotto i 35 anni di età. Alle imprese culturali selezionate sulla base dell’innovatività e della sostenibilità dei progetti tra quasi 170 progetti partecipanti, andranno complessivamente 2,5 milioni di euro, con una media di 40 mila euro a progetto. Altre otto organizzazioni, inoltre, beneficeranno soltanto di un accompagnamento alla formazione. 

È il Nord Italia ad essere maggiormente rappresentato tra le iniziative selezionate, con oltre la metà dei progetti scelti dalle fondazioni. In cima alla classifica è, infatti, la regione Lombardia, con 10 progetti, altri 8 verranno sostenuti in Piemonte, 7 in Veneto, altrettanti in Emilia Romagna, 2 in Friuli Venezia Giulia e uno in Valle d’Aosta. Tra le regioni del Sud Italia è la Puglia a guidare la classifica, con 7 progetti, poi la Campania con 5 progetti, tre progetti rispettivamente per Sicilia e Sardegna, 2 in Calabria e uno in Basilicata. Poco rappresentato il Centro Italia, con soli 5 progetti in Toscana e uno in Molise. “L’Italia è ricchissima di iniziative culturali e quello di diffondere la cultura della buona gestione è un obiettivo che le nostre Fondazioni ritengono strategico - ha affermato Giuseppe Guzzetti, presidente di Acri -. con l’idea che l’efficienza gestionale e l’adozione di buone prassi organizzative possano aiutare gli operatori a consolidarsi e rafforzarsi. Si tratta di coniugare educazione, formazione e produzione culturale, coltivando e valorizzando la creatività e stimolando al contempo l’attenzione all’efficienza e all’efficacia gestionali. I giovani coinvolti da Funder35 in sei anni, dal 2012 al 2017, sono centinaia e le imprese che hanno ricevuto un sostegno sono state 223, per un importo complessivo di 10 milioni di euro”. Rivolgendosi ai giovani protagonisti dei diversi progetti, inoltre, Guzzetti ha sottolineato come nel nostro paese “la cultura ha un ruolo importante - ha aggiunto -. E nelle nostre fondazioni stiamo verificando che di cultura si mangia eccome e si offre un’occasione importante ai giovani”. Per il presidente di Acri, inoltre, oggi il ruolo delle “imprese sociali che lavorano, durano nel tempo e portano innovazione, è fondamentale - ha aggiunto -. Non solo per i giovani, che trovano occupazione, ma per il nostro paese”. 

Per Marco Cammelli, presidente del comitato Funder35, in sei anni l’iniziativa promossa dalle fondazioni di origine bancaria “ha fatto scuola su un tema importante come lo sviluppo e il consolidamento delle imprese culturali giovanili, che operano spesso in un mercato incerto e non facile”. Tuttavia, per Cammelli, Funder35 “ha proposto un approccio nuovo e lungimirante che ha contribuito, insieme ad altri, al dibattito sull’impresa culturale e che trova un riconoscimento, in particolare per gli aspetti fiscali, nella legge di bilancio 2018”. Un segnale importante per il futuro, ha sottolineato Cammelli. “È un contesto in movimento - ha aggiunto il presidente del comitato Funder35 -. Non siamo in acqua stagnante, ma in acqua che corre”. Anche per Alessandro Leon, presidente del Centro di ricerche e studi sui problemi del lavoro, dell’economia e dello sviluppo (Cles), quello dell’impresa culturale è di un settore interessante per il futuro e per i giovani. “Siamo di fronte ad una rivoluzione culturale, ma anche tecnologica - racconta Leon a margine della presentazione -. L’organizzazione della produzione culturale, così come l’abbiamo conosciuta, subirà varie trasformazioni e possono esserci degli spazi di lavoro culturale legato alla contemporaneità. Se queste imprese vogliono lavorare nel settore culturale è possibile, ma le condizioni economiche complessive sono difficili. Tuttavia, uno spazio maggiore da destinare anche a chi produce cultura in questa modalità dovrebbe essere possibile, anzi è fondamentale”. (ga)

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