Francis, fuggito dalla guerra civile, oggi accompagna gli studenti con “Piedibus”

Due anni fa è scappato da Douala, capitale economica del Camerun, dove la guerra civile gli aveva portato via la mamma. Sei mesi dopo, a bordo di un barcone, ha raggiunto la costa italiana. Oggi è volontario di “Piedibus” a Caserta e ogni mattina accompagna gli studenti nel tragitto casa-scuola

20 gennaio 2018

Francis dal Camerun a Piedibus

NAPOLI - Un anno e mezzo fa, Francis e' salito su un barcone della speranza, attraccato poi nel porto di Napoli. Oggi e' un volontario del progetto 'Piedibus' e ogni mattina accompagna a scuola i bimbi di Caserta. Con Francis, sul barcone che l'ha portato in Italia, c'erano altre 1443 persone e alcune decine di donne in stato di gravidanza.

Il suo viaggio era partito 6 mesi prima, da Douala, capitale economica del Camerun e grande agglomerato urbano che conta 2 milioni e mezzo di abitanti. In Africa, Francis seguiva dei corsi per diventare elettricista. Ma, nel suo Paese, lo scontro tra l'anima francofona e quella anglofona continuava a mietere vittime. Il Camerun e' un Paese instabile, dove lo scontro civile tra due comunita' unitesi dopo il colonialismo e' andato a intersecarsi con la sanguinosa lotta all'organizzazione jihadista di Boko Haram. La mamma di Francis fu uccisa a Douala, da vittima innocente della guerra civile e, come tante, dimenticata. In quel momento decise di scappare ma prima di arrivare in Italia e' stato costretto a fermarsi in Libia, per 5 mesi. E' da li' che sarebbe partito il barcone che l'ha condotto in Italia. E' li' che Francis e' stato costretto a subire 150 giorni di lavori forzati prima di intraprendere l'agognata traversata nel Mediterraneo. Aveva portato con se' il ricordo di sua madre, lasciando in Camerun suo padre e sua sorella. E' soprattutto per loro due che Francis provava a costruirsi un futuro migliore, cercandolo in Italia.

box Nei suoi primi 10 mesi da rifugiato, non ha imparato a parlare italiano, ne' ha potuto seguire programmi di inserimento lavorativo. Era accolto a Villa Literno in un centro d'accoglienza straordinaria. Poi il trasferimento a Caserta, Comune che in Campania e' capofila di un progetto Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. In citta' sono 200 i migranti che seguono questo programma, un modello di accoglienza diffuso che funziona da 10 anni, favorendo l'integrazione dei rifugiati con la comunita'. Francis e' uno dei 10 stranieri volontari del Piedibus, un progetto approdato in Campania nel 2008. Nato in Danimarca nel 1990, il Piedibus e' un pullman verde, a zero emissioni e zero benzina. Le 'ruote' di questo bus sono i piedi dei volontari che, ogni mattina, accompagnano gli studenti delle scuole di Caserta nel tragitto casa-scuola.

"Il progetto funziona 5 giorni a settimana, coinvolge 3 scuole primarie, 130 famiglie e 50 'autisti' volontari, 10 dei quali sono migranti", spiega all'agenzia Dire Virginia Crivellato, attivista del comitato Citta' Viva, organizzatore del Piedibus con il Centro sociale ex Canapificio, la Caritas di Caserta e la cooperative New Hope. "I migranti non sono semplici accompagnatori - racconta l'attivista -. Con i bambini si crea un rapporto di amicizia molto forte, di scambio di opinioni, modi di vivere e linguaggi. Questo non e' un caso: a Caserta il modello Sprar consente ai rifugiati di integrarsi e di lavorare per il bene della comunita'". Francis, nel tragitto casa-scuola, insegna anche ai bambini dell'istituto De Amicis - Da Vinci la sua lingua, il francese. Lui ha compiuto 24 anni lo scorso martedi'. Ha spento le candeline insieme a bimbi e genitori di Caserta. (DIRE)

 

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