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Naufragio nel Mediterraneo. “Emergenza umanitaria, non si può restare inerti”

Due donne morte, due bambini rimasti orfani, 800 migranti salvati nel naufragio del 27 gennaio. Msf: “Straziante, a bordo dell’Aquarius diversi casi gravissimi”. Astalli: “Rendere strutturali le vie legali, come i corridoi umanitari e i programmi di reinsediamento”

29 gennaio 2018

- ROMA - “Non si può continuare a rimanere inerti davanti alla morte di migliaia di persone. Nel Mediterraneo la vera emergenza umanitaria è costituita da una sistematica violazione dei diritti umani e della dignità di quanti migrano in cerca di una vita libera e degna”. E’ duro il commento di padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, dopo l’ennesimo naufragio del 27 gennaio. Due donne sono annegate nel tentativo di raggiungere la nave dei soccorritori. Una donna è invece deceduta in ospedale in Tunisia, dove era stata portata dai soccorritori, insieme a due bambini che versano ancora in gravi condizioni. Nella stessa giornata sono stati tratti in salvo 800 migranti: si trovavano a bordo di due barconi, due gommoni e un barchino. Il Centro Astalli sottolinea come sia urgente intervenire in maniera definitiva sul traffico di esseri umani, attraverso l’istituzione di vie d’ingresso legali in Europa. Per Ripamonti, “ormai sono diverse le sperimentazioni d’ingresso protetto che stanno funzionando su piccola scala come canali umanitari e programmi di reinsediamento – aggiunge - Rendere strutturali e ampliare la portata di tali misure sia responsabilità di istituzioni nazionali e sovranazionali”.

Sei bambini rianimati, due rimasti orfani. Msf: “Straziante”. Medici senza frontiere parla di “una giornata da incubo”, quella di sabato nel Mediterraneo. Sono 99 i sopravvissuti di un gommone che stava affondando soccorsi dalla nave di ricerca e soccorso Aquarius ma un numero imprecisato di uomini, donne e bambini sono dispersi, probabilmente annegati. Due donne sono decedute. “La scena era devastante, arrivavano a bordo molti casi gravissimi, uno dietro l'altro, persone incoscienti che non respiravano più” racconta Aoife Ni Mhurchu, infermiera di Msf a bordo. Decine di persone erano già in mare quando la Aquarius è arrivata sulla scena, intorno alle 9.30 del mattino, e il gommone si stava già sgonfiando. Sono stati lanciati in acqua tutti i galleggianti disponibili e le zattere di salvataggio e il team di soccorso ha iniziato a tirare fuori le persone dal mare. L’ équipe medica a bordo è riuscita a rianimare sei bambini e una donna. Ma nonostante i loro sforzi non sono riusciti a salvare altre due donne prive di conoscenza che erano annegate.“È davvero straziante. Queste donne erano madri. Ora ci stiamo prendendo cura dei loro bambini, che sono ancora a bordo della nave” ha detto Ni Mhurchu.

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Tag: migranti

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