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Disabilità, lo "spazio" dove i bambini (e i genitori) imparano a giocare

L'associazione milanese L'Abilità nel 2000 ha aperto uno "Spazio Gioco" attrezzato: in 17 anni ha accolto 270 bambini (da zero a 10 anni). Rossoni: "Dopo la diagnosi partono subito i percorsi terapeutici, ma il gioco non viene considerato"

31 gennaio 2018

MILANO - Non occorrono particolari marchingegni, né trovate spettacolari. I materiali sono semplici. I birilli sono realizzati con bottigliette riempite di materiali diversi, così da creare ciascuna un suono particolare. Il tavolino ha al centro un vetro con sotto una luce, per permettere ai piccoli ipovedenti di distinguere meglio le forme delle macchinine o di altri giochini. Dietro a queste soluzioni semplici, però, ci sono tanto studio, una formazione costante, creatività e passione a non finire. E un'idea forte: ogni bambino ha diritto di giocare, qualunque sia la sua condizione. Un'idea per nulla scontata, ma che è il motore de L'Abilità, associazione nata a Milano nell’ottobre del 1998 grazie all'iniziativa di un gruppo di genitori di bambini con disabilità e di operatori.

- Dal 2000 ha aperto uno "Spazio Gioco"
nella sua sede di via Pastrengo 16: tre stanze e una cucina in cui i bambini, seguiti da educatrici, possono cimentarsi con giochi pensati appositamente per loro, nel rispetto delle loro capacità e desideri. "Quando a un bambino viene diagnosticata una forma di disabilità partono subito i percorsi terapeutici, ma il gioco non viene considerato - spiega Elisa Rossoni, coordinatrice dello Spazio Gioco -. E così nella vita di bambini con disabilità gravi o medie il gioco è un aspetto quasi assente. Spesso non sono capaci di giocare e gli adulti che li seguono non sanno cosa fare e talvolta non si pongono il problema". Eppure ogni bambino dovrebbe giocare. Ma non è semplice, se ha grandi difficoltà a muoversi, a prendere gli oggetti o a vedere e sentire, oppure non riesce mai a soffermarsi su qualcosa che per pochi istanti.

Lo "Spazio gioco" de L'Abilità è l'unico esistente a Milano. In 17 anni è stato frequentato da 270 bambini (da zero a 10 anni), che hanno giocato complessivamente per oltre 12 mila ore. La maggior parte di loro ha passato almeno un pomeriggio alla settimana in queste stanze allegre per un periodo che va dai tre ai cinque anni. "Il gioco in molte realtà è utilizzato a fini terapeutici o didattici -sottolinea Elisa Rossoni-. Da noi invece non ha di per sé uno scopo, se non quello di garantire al bambino di provare gioia e di sentirsi bene". E man mano imparano a giocare non solo i bambini, ma anche i loro genitori. Perché al termine di ogni pomeriggio, i genitori vengono aggiornati sulle scoperte e le conquiste realizzate dal loro bambino. E spesso possono replicare a casa alcuni dei giochi. "Una delle cose più frustranti per questi genitori è entrare in un negozio di giocattoli, perché non trovano quasi mai quello che può far divertire il loro bambino. Spesso anche perché non sanno come il loro figlio può giocare". Periodicamente vengono organizzati anche sessioni di "costruzione di giocattoli" per i genitori.

Attualmente lo "Spazio gioco" rende felici 53 bambini, ma ce ne sono altri 27 in lista d'attesa. Ed è per questo che L'Abilità ha deciso di lanciare una raccolta fondi per creare un nuovo "Spazio gioco" molto più grande. Da cinque mesi sono partiti i lavori di ristrutturazione di 600 metri quadrati di un locale vicino alla sede attuale. Il nuovo "Spazio gioco" avrà così la "Stanza incantata", la "Stanza dei colori",  la "Stanza del tocca a me", quella dei "Racconti", la Cucina, un atelier e un salone per i giochi motori. A settembre 2018 è prevista l'inaugurazione. I costi complessivi della ristrutturazione e dell'allestimento dei locali sono di circa 200 mila euro. Si può contribuire con una donazione o acquistando le bomboniere o i regali solidali creati dall'associazione. Per info: www.labilita.org. (dp)

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