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Tari più alta per chi accoglie i profughi, Acli: "Inammissibile"

Delibera del comune di Turbigo (Milano) su proposta del sindaco Garavaglia. Per il presidente delle Acli, Paolo Petracca, è un provvedimento "inaccettabile", che "getta benzina sul fuoco" e "porta all’aumento del populismo e della xenofobia"

02 febbraio 2018

MILANO - Il Consiglio comunale di Turbigo, su proposta del sindaco Christian Garavaglia, ha approvato il 31 gennaio una delibera in cui aumenta la Tari a chi accogliere profughi in convenzione con la Prefettura di Milano. Per il presidente della Acli, Paolo Petracca, è un provvedimento "inammissibile e inaccettabile" ed è "un atto grave contro quei cittadini che mostrano attenzione e senso di responsabilità sul tema dell’accoglienza". 

- "È davvero troppo. Non si può tacere la nostra indignazione per un atto di tale significato. Questo modo di fare politica e campagna elettorale  - ha aggiunto il presidente delle Acli Milanesi -accarezzando le paure e la pancia degli elettori e trascurandone il cuore ed il senso di responsabilità civica verso una società sempre più interetnica ed interculturale, porta all’aumento del populismo e della xenofobia che stanno mettendo in seria crisi le democrazie europee". 

"Il punto di riferimento delle Acli è e rimane la promozione degli interessi dei ceti popolari alla luce dell’insegnamento sociale della Chiesa - afferma Paolo Petracca -, che esclude ogni forma di xenofobia, razzismo e populismo. Siamo consapevoli che mai dobbiamo commettere l’errore di dividere il mondo in buoni e cattivi, giudicare e bollare le persone: sappiamo che solo un’azione profonda, duratura, pluriennale e capace di una grande alleanza tra società civile e istituzioni aiuterà a cambiare sia la situazione sia il clima così come ogni altra misura di lotta alla povertà e di dialogo tra le culture e le religioni". 

Per il presidente delle Acli di Milano, la delibera voluta dal sindaco di Turbigo getta "benzina sul fuoco, porta solo ad un vicolo cieco o peggio contribuisce nel suo piccolo ad aprire la strada a nuove immani tragedie che l’Europa ha purtroppo già tristemente vissuto". (dp)

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