In una botte di ferro o in cerca del miracolo: le sfide dei "candidati sociali"

Elezioni 2018. Fra i tanti con un passato o un presente nel mondo del terzo settore pochissimi sono quelli certi di essere eletti. Rischiano gli attuali sottosegretari al Welfare Luigi Bobba e Franca Biondelli, e con loro Andrea Olivero, Stefano Lepri e Ileana Argentin. Con i 5 Stelle imprese quasi impossibili per Spadafora e Zuccano, nel centrodestra e in Liberi e Uguali se la giocano in tanti

06 febbraio 2018

- ROMA - Come fu cinque anni fa, non mancano anche alle prossime elezioni politiche i candidati con un’esperienza diretta nel mondo del terzo settore o con una conoscenza marcata dei temi sociali: se però quella che si avvia alla conclusione è stata una delle legislature più sociali di sempre, non è affatto detto che quella che prenderà il via dopo il voto del 4 marzo lo sarà altrettanto. La lotta per l’inserimento nelle liste elettorali, che ha causato non poche polemiche per alcuni esclusi, ha causato parecchi mal di pancia anche in molti di coloro che alla fine il posto l’hanno sì strappato, ma non proprio dove e come avrebbero voluto. Perché, come noto, con la nuova legge elettorale le chance di venire effettivamente eletti dipendono ovviamente dal numero di voti, ma - per la parte proporzionale - anche da altri fattori, come il singolo collegio e la singola posizione in griglia.

I sondaggi pre-elettorali, che in questo periodo abbondano (Ixé, Ipsos, Piepoli, ecc.) consentono di avanzare qualche ipotesi non solo sulle prospettive di (in)governabilità post-elettorale, ma anche sull’elezione o meno di singoli parlamentari. E qualche sorpresa c’è, perché sono davvero pochi, fra i candidati che qui ci interessano, quelli che possono contare su un seggio praticamente certo. Intendiamoci: i sondaggi, specialmente quelli svolti collegio per collegio (“Repubblica” ha pubblicato nei giorni scorsi quelli elaborati da Salvatore Vassallo, ordinario di Scienza politica all’Università di Bologna) non sono esenti da errori e in generale molto può ancora cambiare con il voto dei tanti elettori che si dichiarano indecisi, ma ciò non toglie che ci sia chi può dormire sogni tranquilli e chi invece è chiamato ad un vero e proprio miracolo elettorale per poter varcare il portone di Montecitorio o di Palazzo Madama.

Partiamo dal Partito Democratico, dove in una botte di ferro è certamente Edoardo Patriarca, deputato Pd uscente, presidente dell'Istituto italiano della donazione e in passato anche portavoce del Forum del terzo settore. E’ candidato al Senato nella sua Modena, in un collegio uninominale che lo vede nettamente avanti rispetto a tutti gli avversari. Non altrettanto può dire Luigi Bobba, attuale deputato e sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, candidato alla Camera nel collegio uninominale della sua Vercelli: “La coalizione di centrosinistra parte in svantaggio nel mio collegio, ma i percorsi in salita non mi spaventano”, ha detto nei giorni scorsi in un’intervista alla Stampa. I numeri oggi lo danno indietro rispetto al candidato leghista del centrodestra di almeno dieci punti percentuali: insomma, vista la sua assenza dalle liste plurinominali, l’unico modo per tornare in Parlamento è, per il principale protagonista dell’iter della legge di riforma del terzo settore, quello di mettere a segno un recupero e un sorpasso che avrebbero del prodigioso.

Sempre in Piemonte non sarà facile neppure per un altro attuale sottosegretario al Welfare, la deputata Pd Franca Biondelli. Il centrodestra appare nettamente in vantaggio anche nel suo collegio uninominale, quello di Novara, ma se dovesse andar male lei ha almeno la speranza di poter contare sulla quota proporzionale: nel collegio Piemonte 2 (Novara Biella Vercelli) è inserita in terza posizione, ma sono altissime le possibilità che la capolista, Lucia Annibali, venga eletta in un altro collegio.

Lucia Annibali che, insieme a Paolo Siani, è il candidato simbolo che Matteo Renzi ha voluto nel Pd direttamente dall’impegno nella società civile. Lei, impegnata nella lotta alla violenza sulle donne, è blindata nel collegio di Parma (e figura comunque in più collegi plurinominali); Siani invece, fratello del giornalista Giancarlo ucciso dalla camorra nel 1985, è candidato in Campania, dove sarà eletto non all’uninominale ma nella quota proporzionale. Molto più difficile la gara di Marco Rossi Doria, presentato da Renzi come "maestro di strada", in passato sottosegretario al Miur col governo Monti: strada tutta in salita per lui nel collegio di Napoli San Lorenzo e nessun "paracadute" nel proporzionale.

A proposito di Campania non sarà affatto facile neppure per Mario Giro, attuale viceministro degli Affari esteri e cooperazione internazionale e membro della Comunità di Sant'Egidio: cinque anni fa su eletto al Senato con Scelta Civica, oggi ci riprova alla Camera con il Pd, che lo candida però solo in un collegio plurinominale (Salerno/Scafati/Battipaglia) e in terza posizione (il capolista, il ministro dell’Interno Marco Minniti, dovrebbe essere eletto nel collegio uninominale di Pesaro e lasciare dunque libero un posto). Rischia anche Stefano Lepri, attuale senatore Pd, relatore della legge di riforma del terzo settore: attualmente è in leggero vantaggio nel suo collegio uninominale di Torino 4 per la Camera, ma non essendo presente in nessuna lista plurinominale non può permettersi di vedersi rimontare e superare.

In bilico (anzi, più fuori che dentro) sono anche altri attuali parlamentari Pd: per la Camera dei deputati Davide Mattiello (proveniente dall'associazione Libera) è solo quarto in lista nel seggio plurinominale di Ivrea–Moncalieri (ci vorrebbe un miracolo per essere eletto); Emma Fattorini (comunità di Sant'Egidio) è candidata solo all’uninominale nel collegio di Civitavecchia, con i primi sondaggi che la danno dietro sia al centrodestra sia ai 5 Stelle; Flavia Piccoli Nardelli (già segretaria generale dell’Istituto Sturzo) è terza in lista plurinominale nel Lazio. Partita difficile ma ancora relativamente aperta per Ileana Argentin, candidata all’uninominale a Roma Tuscolano, e in lievissimo vantaggio, secondo i primi sondaggi, rispetto ai contendenti. Tenta il primo ingresso in Parlamento, con il Pd, anche Luigina Di Liegro, già assessore al welfare per la Regione Lazio e al turismo con la giunta Marino a Roma, in passato tra i fondatori della Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro, impegnata a favore delle persone affette da disagio psichico e alle loro famiglie. Di Liegro è candidata nell'uninominale di Roma Pomezia: collegio difficile, ma lo scarto rispetto al centrodestra non è ampissimo. Senza paracadute proporzionale, vincere è l’unico modo per risultare eletta.

Fra gli alleati del Pd nel centrosinistra, Civica Popolare (la formazione di Beatrice Lorenzin) candida Andrea Olivero, attuale viceministro alle Politiche agricole con un passato da presidente delle Acli nazionali: per lui c’è il difficile collegio uninominale di Cuneo, dove il centrodestra è dato maggioritario. Dovesse andare male, Olivero può contare sui collegi plurinominali, ma determinante sarà a quel punto capire l’effettivo risultato a livello nazionale ottenuto dalla neonata lista. Aggregazione che candida anche Milena Santerini (Comunità di Sant'Egidio) e Raffaella Mascherin (presidente insieme al marito Giuseppe Butturini dell’Associazione nazionale famiglie numerose),

Sul fronte opposto dell'arco parlamentare è già pronta a tagliare il suo primo traguardo elettorale l'atleta paralimpica Giusy Versace, capolista nel plurinominale alla Camera a Varese per Forza Italia: un collegio più che blindato per lei, che può essere assolutamente certa dell’elezione. Anche Maria Teresa Bellucci, psicologa e psicoterapeuta, presidente nazionale del Modavi Onlus, potrebbe riuscire a varcare la soglia di Montecitorio: nel collegio uninominale di Roma Montesacro, dove è candidata per il centrodestra in quota Fratelli d'Italia, se la vedrà con l'attuale ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, Marianna Madia. I sondaggi la vedono indietro, seppur di pochissimo: se non dovesse farcela, per lei la speranza è il plurinominale Lazio 1. Sempre a Roma è in bilico anche il collegio Gianicolense che vede correre per Forza Italia, all'uninominale, la co-fondatrice del Movimento per la Vita, Olimpia Tarzia, in una sfida diretta contro l’esponente radicale Riccardo Magi. Anche per lei, in caso di mancata vittoria, la possibilità di ripescaggio nelle liste del proporzionale, dove figura in seconda posizione nel collegio Tuscolano. La Lega (Senato, plurinominale, Lombardia 5) candida anche Simone Pillon, in passato consigliere del Forum delle Associazioni Familiari, fra gli organizzatori dei Family Day del 2015 e del 2016. Un’altra portavoce del Family day (quello del 2007 però), Eugenia Roccella, da tempo parlamentare, è ricandidata nel centrodestra nella lista centrista di Noi per l’italia - Udc (impossibile per lei il collegio uninominale di Bologna, è capolista nei collegi plurinominali di Forlì Cesena Rimini e Ferrara Modena).

Nelle liste del Movimento 5 Stelle il nome più forte è sicuramente quello di Vincenzo Spadafora, classe 1974, che è stato dal 2008 al 2011 presidente del Comitato Italiano per l'Unicef e poi il primo Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza. Non gli sarà facile però entrare in Parlamento perché nel collegio di Casoria (Napoli) pur sopravanzando nettamente il centrosinistra è dato in ritardo rispetto al centrodestra. Dinamica simile deve affrontare, a Trieste, Vincenzo Zoccano, presidente del Forum Italiano Disabilità, molto vicino al centrosinistra (c’è Debora Serracchiani) ma distanziato dal centrodestra (c’è Renzo Tondo). Sia per Spadafora sia per Zoccano vincere il collegio uninominale è l’unica via per arrivare in Parlamento.

Nessuna possibilità di vittoria nei collegi uninominali per Liberi e Uguali, la formazione guidata dal presidente del Senato Pietro Grasso. I sondaggi, con un circa 6% a livello nazionale, assegnano comunque la certezza di una presenza in Parlamento attraverso i listini plurinominali, dove sono presenti, oltre a Grasso e alla presidente della Camera Laura Boldrini (ex portavoce Unhcr), anche: Giulio Marcon, deputato di Sel e già portavoce della campagna Sbilanciamoci!, candidato con l'uninominale a Venezia e nelle liste plurinominali in Toscana e Veneto; Rossella Muroni, già presidente di Legambiente, candidata nel collegio di Foligno e in altri quattro collegi nel proporzionale; Filippo Miraglia (vice presidente Arci) candidato uninominale a Roma Trionfale e in Lombardia col proporzionale; Filippo Fossati (deputato del Pd nella passata legislatura e con un passato da presidente dell’Unione italiana sport per tutti), candidato in Toscana a Scandicci con l'uninominale e in Toscana 3 nel proporzionale.

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