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Terremotati "abusivi per necessità", da palazzo Chigi arrivano rassicurazioni

Un comitato di cittadini di Camerino si è incontrato con la commissaria straordinaria alla Ricostruzione, Paola de Micheli. Sul tavolo il problema di un alto numero di residenti che, per non abbandonare terre e animali, avevano trovato una sistemazione provvisoria costruendo casette su terreni di proprietà. Strutture considerate abusive

07 febbraio 2018

- ROMA - L’obiettivo minimo che si era proposto il comitato partito questa mattina da Camerino alla volta di Palazzo Chigi non è stato raggiunto, ma nell’incontro romano con la commissaria straordinaria alla Ricostruzione, Paola de Micheli, sulla regolarizzazione delle casette abusive per i terremotati, i rappresentanti dell’associazione “La terra trema noi no” qualche risultato l’hanno comunque riportato a casa.
Al centro della riunione il problema di un alto numero di residenti (1200 persone secondo alcune stime, alcune centinaia secondo altre) che per non abbandonare terre e animali, nel post terremoto avevano trovato una sistemazione provvisoria costruendo casette su terreni di proprietà. Strutture che Parlamento e Governo hanno provato a sanare con una legge, quella varata dopo il caso ‘Peppina’, l’anziana che a Fiastra aveva subìto il sequestro della casetta in legno. Ma che, al contrario, invece di risolvere i problemi, ha stretto i terremotati nella morsa di regole e indicazioni inapplicabili, per tempi e modi.

“L’obiettivo minimo – spiega il presidente dell’associazione, Diego Camillozzi al ritorno da Roma - era quello dell’allineamento tra la scadenza del decreto ‘salva Peppina’ e la consegna dei progetti al 31 ottobre, ma non è stato raggiunto. La nostra richiesta non può essere accolta perché per farlo bisognerebbe modificare una legge e il Parlamento può essere convocato solo d’urgenza. Evidentemente 1200 persone o quante sono, benché terremotate, non rappresentano un’urgenza. Ma il problema esiste e il Commissario si è impegnato a inserirlo nella relazione che dovrà presentare entro fine marzo al Parlamento sullo stato della costruzione”.

Abusivi “per necessità” e abusivismo reale. “Non solo – prosegue Camillozzi -: si è collegato il problema di quello che chiamiamo ‘abusivismo per necessità’ all’abusivismo sulla ricostruzione, e questo è ben più importante e grave, in quanto è emerso che moltissimi edifici danneggiati dal terremoto hanno problemi di abusivismo. E se non saranno situazioni sanabili, come è per diversi casi, i proprietari perderanno il contributo”.

“Usciamo dal confronto con certezze, purtroppo non sufficienti a definire il caso di specie ma comunque certezze – sottolinea il comitato composto anche da Carlo Chiarolla, Ludovina Cinti e dall’ingegnere Roberto Di Girolamo -. Il commissario ha spiegato che essendo stato sciolto il Parlamento, le norme attuali del decreto non possono essere modificate sino a quando il nuovo Parlamento non si riunirà prima del prossimo 23 marzo. E’ stato specificato che le norme 'Salva Peppina' sono nate stabilendo determinati criteri, stimando una casistica di circa 300 case abusive, di cui circa 200 sono state ritenute sanabili con la nuova norma. I numeri reali invece si sono rivelati di molto superiori e il problema si è spostato in ordine di grandezza”.

Il comitato ha presentato un documento con alcuni rilievi tecnici, “che è stato apprezzato dai tecnici della struttura commissariale e nel corso dell’incontro ci è stato comunicato che ci sarà un prolungamento dello stato di emergenza almeno sino a fine agosto, in quanto le ordinanze di Protezione civile non consentono di superare i 6 mesi di proroga. Sono giunte, inoltre, rassicurazioni sull’attuale regime del contributo di autonoma sistemazione, che non subirà nessuna modifica rispetto a quello vigente. Saranno riaperti i termini in centri dove ancora la situazione non è definita, per la richiesta di soluzioni abitative di emergenza o per l’assegnazione degli alloggi Erap, acquisiti dalle Regioni. Continueremo ad essere vigili ed attivi – conclude il comitato -, per poter giungere a una soluzione positiva di questo problema che incombe su tante famiglie, togliendo loro la serenità, dopo che hanno perso anche tutto il resto a causa del sisma”. (Teresa Valiani)

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