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Scuola e disabilità, lo stigma come vanto nelle “pubblicità discriminatorie”

I documenti di presentazione di alcuni istituti scolastici mettono tra i punti di forza l'assenza di alunni stranieri, disabili, poveri. La condanna della Fish: “Insulto a milioni di persone con disabilità. Molta strada è stata percorsa, ma di fronte a questi rigurgiti discriminatori, comprendiamo che ce n’è ancora molta davanti a noi"

09 febbraio 2018

- ROMA - “Riteniamo gravissimo che proprio quei luoghi che dovrebbero rappresentare il luogo primario di promozione dell’inclusione e di rigetto della discriminazione siano invece i veicoli del pregiudizio e dello stigma”: così Vincenzo Falabella, presidente della Fish, commenta il caso, sollevato ieri dal quotidiano “la Repubblica”, dei Rapporti di autovalutazione presentati da alcuni istituti scolastici. L'articolo, firmato da Corrado Zunino, evidenza come alcuni licei di diverse città presentino, come propri punto di forza, l’assenza tra gli alunni di ragazzi di origine straniera, poveri e disabili. Questo, per Falabella, “riporta indietro le lancette di decenni”, provoca “repulsione per l’ignoranza che non dovrebbe albergare nella scuola” e rappresenta un “insulto a milioni di persone con disabilità e loro familiari. Sì, molta strada è stata percorsa, ma di fronte a questi rigurgiti discriminatori – osserva ancora Falabella - comprendiamo che ce n’è ancora molta davanti a noi. Il retropensiero, subdolo e strisciante, che i bambini con disabilità siano un ostacolo è emerso in modo esplicito – aggiunge - E questo è gravissimo”. Fish plaude dunque all'iniziativa annunciata dal Miur, che non solo ha condannato ufficialmente l'accaduto, ma ha promesso di “attivare un attento monitoraggio dei Rapporti di autovalutazione in riferimento a questo tipo di episodi”.  

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Tag: disabilità

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