:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Macerata, la lettera dei giovani italo-cinesi: “Questa politica genera razzismo”

L’Unione dei giovani italo cinesi riflette sui recenti fatti marchigiani e sul clima di diffidenza del Paese. “La politica ha una parte grande di colpa, ma alcune responsabilità sono anche dei migranti che delinquono”

09 febbraio 2018

- FIRENZE – “Gli ultimi fatti di cronaca ci scuotono e obbligano noi, giovani Italiani di seconda generazione nati da genitori provenienti da altre culture e altre terre, ad una profonda riflessione sull’Italia del 2018”. Inizia così una lunga riflessione che l’Unione dei giovani italo cinesi ha pubblicato sulla propria pagina facebook. Una riflessione sul clima di odio e diffidenza dell’Italia di oggi, a partire dai fatti di Macerata. Sotto accusa finisce soprattutto la politica, ma anche l’atteggiamento di alcuni migranti.

“Come negli anni Trenta in Germania, questa avanzata razzista e xenofoba è resa possibile perché trova un terreno fertile, anche in questa nostra Italia: crisi economica, insicurezza, localismo e nazionalismo imperanti, globalizzazione senza regole…”. Secondo i giovani italo cinesi, “la politica italiana è ferma su questi temi. Più esattamente, è totalmente succube… viaggia a vista, senza un programma con una visione a lungo termine, per scontentare il meno possibile l’elettorato. Basta vedere le reazioni dopo questo atto terroristico di Macerata”.

Non solo politica. “La politica ha una parte grande di colpa, per il razzismo che avanza, ma non è solo colpa della politica. Una parte di colpa per il clima che stiamo vivendo è anche dei migranti. Pur avendo come dogma che le responsabilità sono sempre personali e non di una comunità o un’etnia, non si può tacere che la proliferazione del razzismo e della xenofobia sia anche colpa dei migranti che spacciano, dei migranti che rubano, dei migranti che delinquono, dell’arroganza dei migranti che pretendono”.

 

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa