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Più nidi, sgravi e congedi: la famiglia nei programmi elettorali dei partiti

Tutte le forze politiche puntano su un alleggerimento fiscale sulle famiglie con figli, più asili nido e una più ampia possibilità di usufruire dei congedi e di orari di lavoro flessibili. L'analisi di SecondoWelfare.it: "Quella del sostegno alle famiglie è una policy issue centrale per il Paese"

12 febbraio 2018

- MILANO - Più sgravi fiscali, più asili nido, più congedi: in vista delle elezioni del 4 marzo, le forze politiche si rincorrono nel promettere sostegni significativi per le famiglie. Sono infatti tre le tipologie delle misure previste da tutti i partiti: un alleggerimento del carico fiscale quando nelle famiglia ci sono dei figli, un potenziamento dei servizi per l'infanzia e una maggiore e di solito più ampia possibilità di usufruire di congedi o di orari flessibili. È quanto emerge dall'analisi compiuta da secondowelfare.it, laboratorio di ricerca nato nell’aprile 2011 su iniziativa del Centro Luigi Einaudi di Torino in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano. "Quella del sostegno alle famiglie è una policy issue centrale in un Paese in cui le politiche in tale ambito si sono storicamente contraddistinte per un evidente sottosviluppo in chiave comparata e in cui, certamente non per caso, i livelli di partecipazione delle donne al mercato del lavoro sono ancora molto bassi - scrivono i ricercatori -, mentre la denatalità (come confermano gli ultimi dati Istat) non dà segni di rallentamento, contribuendo così al progressivo invecchiamento della popolazione e alla difficile sostenibilità dei sistemi previdenziale e sanitario". 

La prima e principale forma di sostegno alle famiglie proposta da tutte le forze politiche è quella degli sgravi fiscali. "Liberi e Uguali propone di riunire le detrazioni per carichi familiari con gli assegni familiari in uno strumento unico di sostegno alle famiglie (da estendere anche ai lavoratori autonomi), così da coinvolgere anche gli incapienti che, per definizione, non possono avvantaggiarsi delle detrazioni". "Il Pd propone quella che definisce una 'misura fiscale unica' che – inglobando le attuali detrazioni – consisterebbe in 240 euro di detrazione Irpef mensile per i figli a carico fino a 18 anni e 80 euro per i figli fino a 26 anni, per tutte le famiglie con un reddito annuale fino a 100 mila euro (non è specificato se lordo, netto o ISEE); anche in questo caso particolare attenzione è riservata agli incapienti, per i quali la stessa misura sarebbe erogata sotto forma di assegno. Secondo il PD, tutti riceveranno più di oggi, con un beneficio netto per molti superiore a 80 euro mensili". La lista Insieme immagina l’introduzione di sgravi fiscali totali rispetto alle spese di cura dei figli (oltreché degli anziani e dei disabili a carico), che tuttavia non vengono meglio specificate. Civica Popolare propone infine l’introduzione di un sistema fiscale basato sul “fattore famiglia” ("un sistema fiscale che tenga conto dei figli e delle famiglie numerose"), oltre all’equiparazione dell’attività di assistenza in famiglia ad un’attività lavorativa anche a fini previdenziali e l’attribuzione di un anno di contributi reali per ogni figlio, per un massimo di tre anni di riduzione dell’età pensionabile. 

"Il M5S afferma di ispirarsi al 'modello francese' - scrivono i ricercatori di Secondowelfare.it - che, come evocato in più occasioni dai suoi rappresentanti, si basa sul sistema del quoziente familiare che, tuttavia, non risulta esplicitamente menzionato fra i 20 punti del programma. Sempre sul piano degli interventi fiscali, il Movimento pentastellato propone l’introduzione dell’IVA agevolata sui prodotti neonatali, per l’infanzia e per la terza età. Il quoziente familiare è peraltro una delle misure proposte collettivamente anche dalla coalizione di centro-destra, che l’aveva inserita nel proprio programma già in occasione delle elezioni 2013, e che, in quello che definisce “Piano straordinario per la natalità”, annuncia consistenti assegni familiari, più che proporzionali al numero dei figli. Stando a quanto riportato nel programma consultabile sul suo sito internet, Fratelli d’Italia intende inoltre introdurre il Reddito d’Infanzia: un assegno da 400 euro mensili per ogni figlio fino ai 6 anni di età per le coppie con redditi sotto gli 80mila euro annui, e propone un intervento di riduzione dell’IVA (al 4%) sui prodotti per l’infanzia, che il programma della Lega annuncia invece di voler azzerare. Anche il partito che candida Salvini premier prevede un riconoscimento di 400 euro al mese (detassati) ai genitori per ogni nuovo nato, anche se non specifica la durata del vantaggio fiscale, e immagina una "“no tax area mobile” crescente in base ai carichi familiari". La coalizione prevede anche un riconoscimento pensionistico per le giovani madri". 

Sul fronte dei servizi all'infanzia, tutte le forze politiche promettono sostanzialmente più posti negli asili nido. Liberi e Uguali rimane sul generico, mentre il Pd annuncia un "Piano nazionale di asili nido” da 100 milioni di euro l’anno per tutta la legislatura. Puntano poi sulla gratuità degli asili nido il Centrodestra e le liste Insieme e Civica Popolare, mentre il M5S promette rimborsi delle rette. 

Per quanto riguarda i congedi e la flessibilità degli orari di lavoro per chi ha figli, il Pd intende "rendere obbligatoria la concessione del lavoro agile (smart work) per la fase di rientro al lavoro dopo la maternità" ed estendere per sempre a 10 giorni il congedo obbligatorio per i padri. La lista Insieme prevede per le neo-mamme che rinuncino al congedo facoltativo l’erogazione di voucher spendibili per servizi di cura per un importo pari al valore relativo al periodo di congedo non goduto; intende inoltre istituire la flessibilità temporale del congedo di maternità obbligatorio ed estendere a 30 giorni il congedo di paternità. Per +Europa va superato il congedo di maternità in favore del congedo parentale, di cui possono usufruire sia gli uomini che le donne. La coalizione di centro-destra prevede una generale “tutela del lavoro delle giovani madri”. Nello specifico, Fratelli d’Italia intende garantire alle donne il part-time e la possibilità di usufruire del telelavoro, mentre la Lega intende promuovere la copertura dei contributi per le persone assunte in sostituzione di maternità, l'innalzamento delle retribuzioni delle donne in periodo di maternità facoltativa, oltre a una "profonda revisione della disciplina sulle, cosiddette, liberalizzazioni degli orari di apertura dei negozi", così da assicurare una migliore conciliazione alle famiglie impegnate nel settore del commercio. (dp)

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