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Banche, "700 mila persone rischiano di perdere la casa"

Gli istituti di credito stanno cedendo a gruppi internazionali i crediti deteriorati. Tra questi anche quelli di quelle famiglie che non sono riuscite a pagare i mutui. La denuncia del direttore di Caritas Ambrosiana Gualzetti: "Fino ad ora avevano negoziato con le banche, ma ora il rischio concreto è che pur di non perdere l’abitazione ricorrano all’usura"

12 febbraio 2018

MILANO - Sono ben 700 mila le persone che rischiano di perdere la casa per i mutui contratti con le banche. Famiglie che, a causa della crisi economica, non sono riuscite a far fronte alle rate e che ora sono finite nel mirino di agenzie o gruppi internazionali specializzate nel recupero crediti. "Ogni giorno ci troviamo a ricevere famiglie che temono di perdere la casa o l’hanno già persa. Fino ad ora avevano negoziato con le banche, ma ora gli istituti di credito, per ottemperare alle nuove regole, hanno dovuto cedere i crediti in sofferenza a grossi gruppi internazionali che si affidando per la riscossione ad agenzie senza scrupoli. Il rischio concreto è che queste persone, non riuscendo a farsi fare più credito legalmente, pur di non perdere l’abitazione ricorrano alle vie illegali: quelle dell’usura». La denuncia viene da Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana, in qualità di presidente della Fondazione anti usura San Barnardino. 

"Le nuove regole internazionali costringono le banche italiane a vendere velocemente i crediti deteriorati che hanno in pancia (NPL, no performing loans) -si legge in un comunicato stampa di Caritas Ambrosiana-. Avendo poco tempo a disposizione per liberarsene, gli istituti di credito italiani sono costretti a svenderli a un prezzo che va dal 20% al 10% del loro valore. Gli acquirenti, in genere grandi gruppi internazionali in grado di agire senza troppi controlli, si rivalgono sui creditori. Il meccanismo fino ad ora ha riguardato i crediti delle imprese. Adesso si sta passando ai crediti residenziali in mano alle famiglie. Sarebbero 700mila le persone coinvolte. La situazione rischia di far esplodere il credito usuraio. Infatti, benché secondo dati Eurispes, le province lombarde abbiano indici di permeabilità all’usura inferiori alla media nazionale (44,02), tutte mostrano comunque valori rilevanti con Milano in testa (36,41) e a seguire Varese (27,78), Bergamo (25,37), Brescia (23,84), Cremona (23,50), Monza e Brianza (21,10), Pavia (19,20), Mantova (18,34), Lecco (17,95), Lodi (15,92), Como (15,38), Sondrio (7,41)". 

"Dopo avere tanto parlato di sicurezza del sistema bancario e di organi di vigilanza, mi chiedo come sia possibile che nel nostro Paese questo dramma, che riguarda i soggetti più deboli, possa essere tollerato -aggiunge Luciano Gualzetti-, a maggior ragione dopo le recenti parole di Papa Francesco che, proprio all’udienza con i rappresentanti delle fondazioni anti-usura lo scorso 3 febbraio, ha ricordato che 'l’usura è un peccato grave: uccide la vita, calpesta la dignità delle persone, è veicolo di corruzione e ostacola il bene comune' e ha invitato i responsabili del sistema bancario affinché vigilino sulla qualità etica delle attività e degli istituti di credito". (dp)

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Tag: usura

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