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Premio alla nascita, adesso l’Inps lo riconosce a tutte le donne straniere

Dopo due sentenze di condanna per discriminazione, l'Istituto ha emanato una nuova circolare riconosce il bonus a tutte le mamme immigrate regolari, senza distinzione tra i permessi di soggiorno. Dai dati Istat, emerge che sono in calo le nascite non solo tra le coppie italiane, ma anche tra quelle straniere

14 febbraio 2018

-MILANO - Ci sono volute due sentenze di condanna per discriminazione per fargli cambiare idea. Ma ora finalmente l'Inps ha messo nero su bianco che hanno diritto al premio alla nascita, varato con la legge di stabilità del 2016, anche tutte le mamme straniere con qualsiasi permesso di soggiorno. Finora invece aveva erogato il contributo di 800 euro solo alle madri italiane, a quelle comunitarie e a quelle con il permesso di soggiorno di lungo periodo. "Le domande di premio alla nascita presentate dalle donne straniere regolarmente presenti in Italia, in precedenza respinte saranno oggetto di riesame", si legge nella circolare 661 dell'Inps del 13 febbraio 2018. Queste mamme dovranno però presentare una specifica istanza di riesame all'ufficio Inps più vicino.

Sia il tribunale di Bergamo (il 30 novembre 2017) che quello di Milano (il 13 dicembre) avevano dato ragione ad alcune donne straniere che si erano viste respinte la domanda inoltrata all'Inps. Sostenute dalle associazioni Asgi e Avvocati per niente e dalla Fondazione Piccini, sono riuscite a dimostrare che il comportamento dell'Inps era discriminatorio e che non aveva alcun fondamento giuridico. Nella legge di stabilità del 2016, infatti, non c'è una distinzione tra donne stranieri lungo soggiornanti e quelle con altri permessi di soggiorno. Nel testo legge 232 si prevede solo che ha diritto al bonus diritto ogni donna a partire dal compimento del settimo mese di gravidanza o all’atto dell’adozione.

Il "premio alla nascita" è una delle forme di sostegno alla natalità e alle famiglie. Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, nel 2016 sono nati in Italia  473.438 bambini, oltre 12 mila in meno rispetto al 2015. Quelli nati da entrambi i genitori stranieri sono stati 69.379. Nell’arco di otto anni (dal 2008 al 2016) è calato soprattutto il numero dei neonati italiani (-107mila), ma anche quelli stranieri (-3.093). Tra i nati stranieri, al primo posto si confermano i bambini romeni (15.417 nel 2016), seguiti da marocchini (9.373), albanesi (7.798) e cinesi (4.602). Queste quattro comunità rappresentano il 53,6% del totale dei nati stranieri.(dp)

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