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Licei senza studenti disabili? “Vero, ma con l'alternanza cambierà”

Salvatore Nocera, avvocato esperto di inclusione scolastica, commenta i dati: “Soprattutto quando la disabilità è intellettiva, si preferisce il professionale rispetto all'astratto liceo. Ma con l'alternanza scuola-lavoro, credo e spero che cambierà. Ma urgono linee guida”

14 febbraio 2018

ROMA – E' vero, gli studenti disabili prediligono gli istituti professionali, mentre non si iscrivono volentieri a classico e scientifico: lo conferma Salvatore Nocera, che come avvocato esperto di inclusione scolastica conosce bene questa realtà. “E' una realtà a noi ben nota – commenta, riferendosi ai dati del Miur (sull'organico di fatto) elaborati dalla rivista Tuttoscuola – ma con delle distinzioni importanti: infatti riguarda soprattutto gli studenti con disabilità intellettiva, che normalmente si rivolgono agli istituti professionali, dove l'approccio pratico si presta maggiormente alle loro esigenze. Nel caso della disabilità fisica o sensoriale, invece, la scelta a volte cade anche su licei classici e scientifici”. 

Ora, però, la situazione potrebbe cambiare: “credo e mi auguro che ci sarà un mutamento in questa tendenza – suggerisce Nocera – Con l'introduzione dell'alternanza scuola-lavoro anche nei licei, infatti, bisognerà anche che questi si attrezzino per accogliere studenti con disabilità intellettiva. E' un lavoro che si deve fare seriamente, tramite la formazione dei docenti e delle famigie, che finora hanno preferito gli isituti professionali, dove 'mio figlio qualcosa almeno farà', piuttosto che i licei, in cui 'starebbe al banco a non far nulla tutto il giorno'. E' naturale insomma che le famiglie abbiano finora compiuto questa scelta: ora però, con un'alternanza fatta bene, anche i licei classici e scientifici potrebbero offrire attività adeguate e sbocchi professionali per questi ragazzi. Penso all'inserimento in archivi, siti archeologici, biblioteche...”. 

Occorre dunque una riorganizzazione, per cui “è urgente e va sollecitata l'emanazione delle Linee guida per l'alternanza scuola-lavoro da parte del ministero dell'Istruzione”, sottolinea Nocera. Ma occorre anche un cambiamento culturale, che induca i licei ad aprirsi maggiormente verso la piena inclusione. Un tema, questo, venuto alla ribalta con le recenti cronache sui Rapporti di Autovalutazione di alcuni licei, che mostravano come punto di forza l'assenza (o l'esiguo numero) di studenti disabili (o stranieri): “E' un campanello d'allarme, che spero porti a una presa di posizione – commenta Nocera - Abbiamo scoperto una realtà che esiste e che si nascondeva: è bene che venga allo scoperto, perché non possiamo essere inclusivi solo con le norme. L'alternanza scuola-lavoro, obbligatoria per tutti gli studenti (disabili inclusi) in tutte le scuole superiori (licei inclusi) potrebbe favorire questo cambio di rotta e un decisivo passo avanti verso la piena inclusione scolastica. Ritengo fondamentale che le famiglie viglino, perché questo accada. E che pretendano dalla scuola in cui iscrivono il figlio con disabilità un programma di alternanza adeguato alle sue condizioni”. (cl)  

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