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Arte, in mostra i dipinti realizzati dai malati di Alzheimer

Al via domani al museo Bego di Castelfiorentino la mostra Storia ad Arte, frutto di un progetto di inclusione sociale e culturale per le persone anziane con Alzheimer o demenza e per chi se ne prende cura

15 febbraio 2018

Marco Borgianni dà suggerimenti ai nuovi artisti
Marco Borgianni dà suggerimenti ai nuovi artisti

FIRENZE - Il Museo Civico BeGo (Benozzo Gozzoli) inaugura domani, venerdì 16 febbraio alle ore 15, la mostra Storie ad Arte che espone le opere realizzate dai malati di Alzheimer. Le opere rimarranno esposte fino al 29 aprile. Storie ad Arte è un progetto di inclusione sociale e culturale per le persone anziane con Alzheimer o demenza e per chi se ne prende cura, che dal 2014 fa parte dell’offerta dei servizi educativi e si svolge regolarmente all’interno della programmazione annuale. Per il 2017 le attività hanno visto la partecipazione ed il supporto a titolo gratuito dell’artista toscano di fama internazionale Marco Borgianni. 

- Le persone anziane, insieme ai loro caregiver, sono state coinvolte in diverse attività manuali, stimolate all'utilizzo della creatività e della fantasia e incoraggiate a condividere con gli altri i risultati. Insieme a Marco Borgianni hanno preso parte al processo di creazione artistica: prima hanno dipinto con diversi colori alcune tele bianche, poi le hanno ricoperte con uno strato di tempera ad olio nera; successivamente, con la giusta strumentazione, hanno ‘grattato’ la superficie per riscoprire i colori, creando linee e forme, seguendo ciò che sentivano di voler esprimere. Le loro opere saranno esposte nella mostra che inizia domani. 

Obiettivo dei quattro incontri è stato quello di creare un'occasione per far vivere un momento culturale e di benessere alle persone con Alzheimer recuperando la consapevolezza dell'importanza dell'arte per arricchire e potenziare la propria vita. Le persone anziane hanno potuto instaurare una serie di relazioni positive con l'ambiente museale e il patrimonio, con i propri familiari e tra di loro, all'interno di un contesto culturale aperto alla sperimentazione, accogliente e valorizzante delle capacità espressive multimodali di ciascuno. Al termine dei lavori, fondamentale è stato il momento di confronto tra anziani, caregiver, Stefania Bertini e Alice Vignoli dei servizi educativi del Museo e Silvia Melani, animatrice geriatrica, che hanno condotto queste attività con l'artista Borgianni nel commentare le creazioni, raccontare ciò che hanno provato mentre la realizzavano e dare un titolo ad ogni opera.

“Storie ad arte un’esperienza davvero bella e stimolante, che mi ha sensibilizzato e arricchito anche dal punto di vista artistico oltre che umano - afferma Marco Borgianni -. È stata la prima volta che ho preso parte ad un progetto di questo tipo con persone anziane fragili e mi piace pensare che l’arte possa essere il mezzo, e non la terapia, che riesca ad estrapolare quello che le persone con Alzheimer hanno dentro ma non riescono ad esprimere. Sono convinto che la sperimentazione artistica possa essere un contributo importante anche per persone che soffrono di altre patologie. Il Museo Benozzo Gozzoli avrà certamente il mio sostegno: quello che posso offrire è a disposizione per questi progetti”. 

“In questa nuova fase del progetto Storie ad Arte - dichiara Serena Nocentini, direttore scientifico del BeGo -  è stato chiamato un artista del calibro di Borgianni e con il fondamentale contributo di Alice, Stefania e Silvia si è deciso di mettersi in gioco per fare qualcosa insieme. Un lavoro di ricerca, originale e in parte inedito: per realizzare le nostre opere, gli anziani non sono andati a mettere il colore ma a scoprirlo, grattando una tela scura; abbiamo pensato che a queste persone spesso mancano occasioni per uscire e per scoprire cosa c'è intorno a loro. Penso di poter affermare che è stata un'idea vincente! Frida, una delle nostre ospiti, durante il primo incontro ci aveva detto che prima della malattia era stata curiosa, ma che adesso non riusciva più ad esserlo. Ecco, non vi svelo la sorpresa, venite a visitare la mostra e leggetevi il bel catalogo. Vi posso solo anticipare che al BeGo possiamo affermare che l'arte aiuta davvero le persone con Alzheimer a rimanere socialmente vive e curiose, anche insieme ai propri cari”.

© Copyright Redattore Sociale

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