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Medical humanities, l’Ue sostiene il progetto della Comunità Capodarco di Roma

Il progetto vedrà il coinvolgimento diretto di 240 professionisti, 320 persone che a vario titolo utilizzano servizi sanitari e 180 attori chiave e stakeholders. L’obiettivo è quello di valorizzare le competenze relazionali dei professionisti del settore sociosanitario

15 febbraio 2018

ROMA - Sviluppare e valorizzare le competenze relazionali dei professionisti del settore socio sanitario, utilizzando l’approccio delle Medical Humanities. E’ l’obiettivo del progetto di ricerca recentemente avviato dalla Comunità Capodarco di Roma, attraverso il Consorzio Feel Good, e supportato dall’Unione Europea, la quale - scrivono i promotori del progetto - “pone sempre maggiore attenzione al settore socio sanitario”.

- “I numeri sono impressionanti ed esplicativi – prosegue la Comunità Capodarco di Roma - . Questo settore rappresenta uno dei più importanti con circa 17 milioni di persone occupate (circa l’8% del totale) e un valore complessivo pari al 7% dell’economia europea. Inoltre è anche uno dei pochi che negli anni recenti, nonostante la crisi economica, ha continuato a crescere diventando sempre più complesso e radicandosi come una delle parti più cruciali dei sistemi sociali. I servizi sanitari e sociali svolgono un ruolo fondamentale nell’assicurare un’effettiva e efficiente protezione delle persone, svolgendo un ruolo di promozione e inclusione e mitigando i rischi di una crescente iniquità sociale ed economica”.

Obiettivi che per la Comunità Capodarco di Roma possono essere raggiunti attraverso requisiti come la qualità, l’accessibilità e la capacità di comunicare nei servizi sanitari. “A partire da queste considerazioni, il nostro consorzio ha avviato  recentemente un progetto di ricerca per sviluppare le competenze relazionali dei professionisti del settore socio sanitario che procederà in maniera partecipativa, supportando lo sviluppo di competenze curricolari e strategiche per professionisti del settore socio sanitario”.

I numeri del progetto vedono il coinvolgimento diretto di 240 professionisti (infermieri, operatori socio sanitari, medici ecc..), 320 persone che a vario titolo utilizzano servizi sanitari, 180 attori chiave e stakeholders. Feel Good progetterà prima e sperimenterà poi delle Unità di Apprendimento che potranno essere trasferite e utilizzate dai diversi sistemi di aggiornamento, dai provider e dagli istituti di formazione.

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