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Prenotazioni visite mediche, call center in carcere con detenuti centralinisti

E’ il frutto di un accordo tra Regione e Amministrazione penitenziaria firmato stamani dall’assessore regionale alla salute Stefania Saccardi e dal direttore del Dap toscano Antonio Fullone

16 febbraio 2018

- FIRENZE – Nel carcere Solliccianino di Firenze, entro due mesi saranno attivi due call center per prenotazioni sanitarie in cui lavoreranno dieci detenuti. E’ il frutto di un accordo tra Regione e Amministrazione penitenziaria firmato stamani dall’assessore regionale alla salute Stefania Saccardi e dal direttore del Dap toscano Antonio Fullone. L’accordo prevede l'attivazione di sportelli amministrativi e call center delle aziende sanitarie all'interno di tutti gli istituti penitenziari, a partire proprio da Solliccianino. Intento del patto è anche (qualora le condizioni giuridiche lo consentano) l'uscita di alcuni detenuti dal carcere, per andare a lavorare nei call center e agli sportelli amministrativi delle sedi Asl.

Ai detenuti sarà garantita un'opportuna formazione da parte della Asl titolare degli sportelli amministrativi, e corrisposto un compenso tramite borsa lavoro per un periodo di almeno sei mesi. Dopo la formazione e questi primi sei mesi, il rapporto di lavoro potrà essere trasformato, previa valutazione individuale di idoneità da parte della Asl, in contratto interinale per un periodo massimo di un anno. Al momento dell'uscita dal carcere, l'ex detenuto, a questo punto formato e con esperienza, potrà eventualmente accedere ai normali percorsi per un rapporto di lavoro strutturato al pari degli altri cittadini.

L'esperienza è già in atto nel carcere di Massa, dove funzionano due postazioni amministrative call center della Asl Toscana nord ovest. Come prima ipotesi, si prevede l'attivazione, entro l'estate, di altri due call center della Asl Toscana centro nel carcere Gozzini di Firenze (a custodia attenuata, conosciuto come Solliccianino), e la presenza di alcuni detenuti nel call center, sempre dalla Toscana centro, a San Salvi, per un totale, in fase di avvio, di circa 10 detenuti.

Per il 2018 la Regione ha stanziato 100.000 euro, con la previsione di un rinnovo per il 2019. La Asl coinvolta si impegna a fornire le apparecchiature necessarie (computer, mobili, rete dati e telefonica, apparecchi telefonici VOIP, software) e ogni altro intervento necessario per garantire la funzionalità del servizio. La Asl garantirà adeguati percorsi di formazione con i detenuti partecipanti e con affiancamento formativo al personale già operante nei servizi; e anche la supervisione del corretto svolgimento dei servizi.

Le direzioni degli istituti penitenziari coinvolti garantiranno la sicurezza complessiva  relativa all'attivazione degli sportelli all'interno del carcere, la selezione dei detenuti ritenuti idonei per le attività previste, sia per gli sportelli dentro il carcere che per quelli nelle sedi Asl, il reperimento di locali idonei per le postazioni di lavoro, l'attivazione di tutte le autorizzazioni per l'accesso esterno a internet e alle reti delle Asl. Il Prap si impegna a sensibilizzare e coinvolgere nelle attività previste dall'accordo le direzioni degli istituti penitenziari.

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