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Lavoro, povertà, diritti. Nasce il Forum contro le disuguaglianze

Lanciato oggi a Roma, nella sede della Fondazione Lelio Basso, da Fabrizio Barca. Il progetto è promosso da otto associazioni. “Le disuguaglianze fanno male alle persone, all’economia, al paese”. L’obiettivo: sperimentare progetti innovativi per ridurre le disparità, elaborando un programma Aktinson per l’Italia

16 febbraio 2018

ROMA – C’è Ciro, che otto anni fa ha perso il lavoro, e che oggi, solo grazie a un impiego in una ong è tornato a “galleggiare”, proprio quando la depressione lo stava  portando a mollare. C’è Mariangela, che in un piccolo comune, dove l’accesso alla sanità pubblica è quasi un miraggio, ha organizzato un servizio di trasporto per permettere alle donne di -fare uno screening medico completo. C’è Mimmo che ha deciso di non abbandonare la sua terra e nonostante l’azienda in cui lavorava sia stata comprata da una multinazionale, oggi porta avanti la produzione di una birra artigianale: “un orgoglio da 4 milioni di bottiglie”. E c’è, infine, Paola che ha combattuto la mafia e l’abusivismo rimettendo al centro e le persone e l’ambiente. Quattro storie di disuguaglianza e resilienza che ben rappresentano l’obiettivo del progetto “Forum Disuguaglianze Diversità”, lanciato oggi a Roma, nella sede della Fondazione Lelio Basso. Non un caso, l’idea è nata proprio qui, nel luogo che porta il nome di colui che ispiratò l’articolo 3 della Costituzione.

Il Forum è promosso da un gruppo di otto organizzazioni (Uisp, ActionAid, Caritas Italiana, Cittadinanzattiva, Dedalus cooperativa sociale, Fondazione Basso, Fondazione di Comunità di Messina, Legambiente), da anni attive in Italia per la riduzione delle disparità sociali e da un gruppo di ricercatori e accademici impegnati nello studio della disuguaglianza e delle sue negative conseguenze sullo sviluppo. Lo scopo è quello di creare un luogo di pensiero e confronto per informare, discutere e convincere che “le disuguaglianze fanno male alle persone, all'economia, al Paese”. “Ci siamo chiesti se oggi sia possibile sgretolare quel senso comune secondo cui questo è il mondo e a questo dobbiamo rassegnarci – sottolinea Franco Ippolito, presidente della Fondazione Basso -. Noi vogliamo canalizzare quella rabbia su cui oggi soffiano gli imprenditori dell’odio per portarla verso un cambiamento di giustizia sociale”.

Un programma Atkinson per l’Italia. Obiettivo ultimo del progetto è quello di proporre entro un anno al pubblico e al prossimo governo un insieme di politiche per ridurre le disuguaglianze e liberare le diversità in Italia, ispirate e guidate dal Program for action presentato dell’economista Anthony Atkinson in “Inequality. What can be done?”. “L’aumento delle disuguaglianze non è l’effetto inevitabile di cambiamenti fuori dal nostro controllo – sottolinea l'economista Fabrizio Barca – ma è il risultato di scelte politiche, culturali ed economiche che conosciamo: l’inversione a U nelle politiche pubbliche, una perdita di potere negoziale del lavoro e il cambiamento del senso comune. Queste sono le cause, la buona notizia è che possiamo cambiare le cose, rimuovendo quegli ostacoli – che come recita l’articolo 3 della Costituzione – limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini”. Il lavoro di advocacy sarà supportato anche dalla realizzazione di campagne e iniziative mediatiche. “Oggi in Italia ci sono diversi progetti come il nostro – aggiunge Barca -. Penso all’Alleanza contro la povertà o alla Rete dei numeri pari. Questo perché siamo di fronte a una crisi dei partiti che hanno abdicato alla loro funzione di mediazione sociale”.

Ricchezza, lavoro, servizi, partecipazione. Nello specifico, la prima missione del Forum si concentrerà su quattro temi: la disuguaglianza di ricchezza (nella proprietà, nel controllo e nell’accesso alle risorse); la disuguaglianza di reddito e di lavoro (povertà, qualità e remunerazione); la disuguaglianza nell’accesso ai servizi e, in ultimo, nella partecipazione alle decisioni. “Oggi diversamente dal passato il tema delle disuguaglianze è presente nel dibattito pubblico – spiega la ricercatrice Elena Granaglia – ma se ne parla essenzialmente legandolo al tema della povertà. E’ vero che in Italia negli ultimi anni la povertà assoluta è cresciuta del 140 per cento, ma noi crediamo che sia necessario oggi occuparsi non solo della disuguaglianza economica ma anche del riconoscimento della dignità umana, dell’esigibilità dei diritti. Abbiamo creato questo Forum perché ci siamo accorti che in Italia mancava un luogo in cui discutere di disuguaglianze da tutti i punti di vista”. Nel primo anno il Forum avvierà dei progetti di ricerca/azione a partire da pratiche di contrasto delle disuguaglianze, per valutarne l’efficacia ed elaborare proposte concrete. (ec)

                                                                                           

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