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Aiutiamoli a casa loro? Le rimesse dei migranti superano di 3 volte gli aiuti

Nel libro "Rimesse dei migranti e processi di sviluppo" sono riportati dati che fanno riflettere. I migranti giocano un ruolo strategico nello sviluppo economico dei propri Paesi. In Italia le rimesse sono quasi il doppio degli aiuti allo sviluppo

22 febbraio 2018

FIRENZE - Aiutiamoli a casa loro? Spesso resta uno slogan e le cifre della cooperazione internazionale restano basse. Ci sono dati che parlano da soli. Ad esempio, sono molto di - più i fondi delle rimesse dei migranti rispetto a quelli degli aiuti alla cooperazione internazionale allo sviluppo. Ebbene sì: gli aiuti inviati dai migranti alle proprie famiglie rimaste in patria, superano di gran lunga gli aiuti dei governi dei paesi ricchi.
Nel 2016 a livello mondiale le rimesse hanno raggiunto il valore di 585 miliardi di dollari, di cui 438,6 destinati ai paesi in via di sviluppo. A livello mondiale le rimesse dei migranti superano di tre volte i volumi derivanti dall'aiuto pubblico allo sviluppo e dagli investimenti diretti esteri. La fonte è la Banca mondiale e i dati sono stati elaborati nel libro "Rimesse dei migranti e processi di sviluppo", scritto dalla sociologa toscana Barbara Bonciani.
In Italia, è riportato nel libro, secondo i dati del 2015, le rimesse dei migranti superano l'aiuto allo sviluppo (sono 5 miliardi di euro, mentre l'aiuto allo sviluppo è stato pari ai 3 miliardi di euro). I principali destinatari mondiali sono delle rimesse dei migranti sono India, Cina, Filippine, Messico, Pakistan, Nigeria, Egitto e Bangladesh. Dall'Europa le rimesse arrivano principalmente in Nigeria, Cina, Marocco, India, Uzbekistan. Dall'Italia i principali destinatari sono Romania, Bangladesh, Filippine, Senegal, India e Marocco.

Le rimesse, è spiegato nel libro, sono molto importanti per lo sviluppo dei paesi poveri, ma generano spesso una relazione di drammatica dipendenza fra i paesi di provenienza e destinazione degli immigrati e possono favorire un atteggiamento di deresponsabilizzazione nei governi dei paesi beneficiari e di passività nelle famiglie riceventi. Tale relazione di dipendenza, rischia di limitare le opportunità di sviluppo dei paesi d’origine ed è in grado di incidere sui flussi migratori. Ovvero: più alto è il valore delle rimesse, maggiore resta il tassi di emigrazione dai paesi sottosviluppati. Un dato interessante arriva dai 35 milioni di immigrati dal continente africano sparsi nel mondo. Le loro rimesse verso i paesi d’origine sono infatti cresciute del 3,4%, per un totale di 35,2 miliardi di dollari complessivi. Questa tendenza interessa anche l’Italia, dove si registra un amento significativo delle quote di denaro trasmesse in nord Africa e nei paesi dell’Africa Sub-sahariana. L’andamento crescente delle rimesse inviate verso paesi di sviluppo, denota l’atteggiamento di forte sacrificio e resilienza dimostrato dagli immigrati nei confronti dei propri familiari nei contesti d’origine e il forte legame esistente fra i paesi collocati nelle due sponde.

Tanti altri i dati contenuti nel volume in questione. Il primo Paese per la quantità di rimesse inviate è la Federazione Russa (20,6 miliardi), seguita da Regno Unito (17,1 miliardi), Germania (14 miliardi) e Francia (10,5 miliardi). L’Italia si colloca al quinto posto con 10,4 miliardi. Il volume di denaro inviato dalla Federazione Russa raggiunge prevalentemente paesi collocati in Asia centrale e nel Caucaso. Le rimesse inviate dal Regno Unito sono destinate ai paesi ex coloniali quali Bangladesh, Kenya, Nigeria, Pakistan e Sri-Lanka e altresì dirette in Cina, Lituania, Filippine e Polonia. Il denaro inviato dalla Germania è diretto prevalentemente nei paesi dell’Est Europa e del Vicino oriente64, mentre le rimesse trasmesse dalla Francia raggiungono i paesi ex coloniali del nord Africa e dell’Africa sub-sahariana, fra cui l’Algeria, il Madagascar, il Marocco, il Senegal e la Tunisia, oltre al Libano e al Vietnam. Le rimesse inviate dall’Italia, come approfondiremo in seguito raggiungono maggiormente Albania, Cina, Egitto, India, Marocco, Nigeria, Filippine e Romania. Le rimesse inviate dagli immigrati lavoratori dall’Europa ai propri paesi d’origine sono dirette principalmente nell’Europa dell’Est (33,3%), nell’area dell’Asia e del Pacifico (32%), in Africa (21,1%) e nell’area dell’America Latina e dei Caraibi (5,7%).

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