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Nasce Slow Music, movimento di "resistenza musicale"

Oggi a Milano la presentazione del movimento che si ispira esplicitamente a Slow Food. Fondato da Claudio Trotta, noto produttore e promotore musicale, nasce per lottare contro il "sistema che depauperizza la filiera della musica". Slow Music sarà presente a Fa' la cosa giusta! (23-25 marzo, Fieramilanocity)

22 febbraio 2018

MILANO - "Slow music è lotta al sistema che depauperizza la filiera della musica. Slow music è resistenza": Claudio Trotta, patron della Barley Arts (agenzia che in Italia cura la promozione di numerosi artisti, come per esempio Bruce Springsteen o Sting), scandisce con chiarezza queste parole mentre presenta al Politecnico di Milano il nuovo movimento, di cui è presidente, che si ispira esplicitamente a Slow Food. Tanto che a benedire l'avvio di Slow Music interviene anche Carlo Petrini: "La lentezza è diventata la bandiera di molti movimenti -spiega il fondatore di Slow Food-. In questi anni sono nati Slow travel, slow medicine, slow tourism e tanti altri. La lentezza è una critica a questo sistema economico che non funziona, che crea poveri, che concentra le ricchezze in mano a pochi". Slow Music annovera tra i soci fondatori Antonio Marco Ricci fondatore di Note Legali, Carlo Feltrinelli, presidente del Gruppo Feltrinelli, Franco Mussida, musicista e fondatore di CPM, e Alberto Pugnetti, produttore musicale e Fondatore di Radio Francigena. 

Slow music è quindi nata per contestare il sistema mondiale di produzione e vendita della musica e di organizzazione dei concerti. "L’industria della musica è cresciuta in maniera esponenziale -si legge nel manifesto di Slow music-, finendo per adattarsi ad agire a ritmi vertiginosi, maniacali: la velocità è diventato il credo, a scapito della qualità e della durata. Si vende on line per tagliare i costi; si scarica illegalmente musica, perché si vuole avere tutto e subito; si immettono sul mercato biglietti su biglietti per raggiungere il sold out di un evento, a scapito dei fan e dello stesso spettacolo". Per Slow Music occorre invece "ritrovare il valore della qualità e dei comportamenti etici".  

Il nuovo movimento cercherà di "difendere e promuovere la diversità" dei generi musicali e degli artisti, di valorizzare  "le identità culturali locali, la musica indipendente e gli artisti originali". "Abbiamo l'ambizione di diventare un movimento internazionale -aggiunge Claudio Trotta-. L’idea fondante è quella di proporre un’alternativa forte alla crescente omologazione imposta dalle moderne logiche di produzione, distribuzione ed economia di scala". Tra le attività di Slow Music ci sarà anche quella di creare "un Osservatorio e un Centro di documentazione o banca dati sul fenomeno del Secondary      Ticketing". Curerà poi la formazione degli artisti, promuoverà il lavoro nel mondo della musica, creerà un vero e proprio marchio che servirà per identificare eventi, concerti o produzioni slow. 

Slow Music sarà presente a Fa' la cosa giusta!, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili (che si terrà dal 23 al 25 marzo a Fieramilanocity), con tre incontri dedicati al problema del secondary ticketing, all'informazione musicale e alle nuove professioni nel mondo della musica. (dp)

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