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Aiutiamoli a casa loro? "In futuro potrebbe essere l’Europa a chiedere aiuto all’Africa"

A Milano un convegno organizzato dall’associazione ‘Kula – Food for All’ per discutere delle politiche migratorie alla luce dei grandi cambiamenti in atto nel continente africano

23 febbraio 2018

- MILANO – “E se fosse casa loro ad aiutare noi? Il rinascimento economico africano si sviluppa a macchia di leopardo, fra gravi difficoltà, ma anche con passi da gigante, con una media di sviluppo superiore al 5% annuo e potenzialità straordinarie, uniche: il 68% delle terre incolte del pianeta è africano. In Africa c’è un terzo delle riserve minerarie del mondo, un decimo del petrolio, i due terzi dei diamanti in circolazione. In Africa vivono 1 miliardo e 400 milioni di persone fra le quali più della metà ha meno di 18 anni”.

Secondo Otto Bitjoka, camerunense, fondatore di Ethnoland, ex vicepresidente di Extrabanca e autore di libri di saggistica sul tema immigrazione, nel futuro sarà l’Europa ad aver bisogno dell’Africa, e non viceversa. E sarà proprio questo il tema portante dell’incontro dal titolo ‘Il rinascimento economico africano e i paradigmi endogeni’ che si svolgerà sabato 24 febbraio alle 9.30 presso la sala Alessi di Palazzo Marino a Milano, un dibattito sulla questione immigrazione lanciato con l’invito-sfida a partecipare rivolto a tutti i candidati in campagna elettorale, a partire da Gori, Fontana, Violi e tutti coloro che si propongono come futuri Governatori della Lombardia. Il primo punto posto in discussione riguarda “Il paradosso della demagogia politica - Aiutiamoli a casa loro”.

All’evento, organizzato dall’associazione Kula – Food for all. Interverranno Piero Bassetti, presidente Globus ed locus; Marie Paul Ngo Ndjeng, imprenditrice; Alessandro Aleotti, presidente Milania; Dieudonnè Apoudem Watio, imprenditore, Marco Pedol, esperto marketing & branding; Pape Diaw, storico portavoce della comunità senegalese di Firenze; Daniela Bernacchi, esperta Terzo settore.

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