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Disabilità, l'impegno in biblioteca e il sogno di creare occupazione

In zona Magliana, alla periferia Ovest della Capitale, ha riaperto i battenti la biblioteca Dario Di Marzio. A gestirla sono i volontari de "La lampada dei desideri", associazione che organizza attività per le persone disabili del territorio. L’ultima scommessa: la creazione di una casa editrice per bambini

25 febbraio 2018

ROMA - Il genio della lampada ha esaudito un altro desiderio: una ricca biblioteca illuminata da mille colori, come tutto in questo posto magico, dove i sogni diventano realtà. È La Lampada dei desideri, un’associazione nata nel 2011, alla Magliana, nella periferia Ovest della Capitale, dove il connubio tra impegno civile e volontariato ha dato vita a un vivacissimo spazio multidisciplinare per le persone disabili del territorio. “Non è un centro diurno, né un centro di riabilitazione, ma un luogo dove persone destinate a passare la loro vita a casa, senza fare nulla, trovano divertimento, formazione, amicizia”, spiega Paola Fanzini, presidente dell’associazione e membro della Consulta sull’handicap del Municipio XI. Ne parla il numero di febbraio di SuperAbile Inail, la rivista sui temi della disabilità pubblicata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro consultabile anche online.

Nello spazio di 450 metri quadrati, dato in concessione gratuita al Comune dalla proprietaria Alessandra Armellini, con il preciso desiderio che venisse affidato all’associazione, ci sono laboratori di cucina, computer, pittura, riciclaggio rifiuti, fotografia, gesso e cartapesta. E c’è una web radio, dove è nato il primo audiolibro. Un’esperienza entusiasmante per i ragazzi che hanno deciso di creare una casa editrice di libri per bambini, Il brucofarfalla. “Una rivoluzione culturale, perché si tratta di un lavoro “intellettivo” fatto da persone con disabilità intellettiva”, commenta Fanzini. Una serie di attività, dunque, che mira a mettere in luce le capacità dei ragazzi e a contrastare l’emarginazione, creando opportunità di aggregazione e di socializzazione.

L’ultima arrivata è la biblioteca, nata il 28 ottobre scorso o, per meglio dire, rinata. Perché il progetto ha una lunga storia alle spalle. Partito tanti anni fa nel Centro di cultura proletaria del quartiere, si interrompe perché i locali vengono destinati a un ufficio postale. Alcuni ragazzi dell’Ecass (un centro di riabilitazione per persone con disabilità cognitiva), però, prendono a cuore il destino dei libri e decidono di trasferirli al Comitato di quartiere, dove nasce la prima biblioteca gestita da persone con disabilità. Nel 2015, l’Ecass affida la completa gestione della biblioteca alla Lampada dei desideri e, precisamente, a Emanuele, che ne ha curato il catalogo, contenente oltre 5 mila titoli, e che, insieme a Barbara e ad altri ragazzi con disabilità, si occupa di tutte le operazioni di archivio e prestito. I libri più richiesti? “I gialli – risponde divertita Barbara –. La gente è appassionata di gialli. Come me”. La biblioteca, completamente rinnovata, è dedicata a Dario Di Marzio, un amante della cultura giunto a Roma dall’Abruzzo nel dopoguerra e diventato poi bibliotecario‚ ed è stata inserita nel circuito delle “Biblioteche a cielo aperto”, un’iniziativa delle Biblioteche di Roma. 

L’associazione, che conta 35 soci, non dispone di finanziamenti pubblici ed è gestita interamente da volontari. "Quando ci hanno destinato i locali mi sono chiesta con quali forze avrei portato avanti questo progetto – racconta la presidente, madre di quattro figlie, di cui una disabile, e membro della chiesa battista di Roma-Teatro Valle –. Potevo contare sulla disponibilità di qualche familiare ma non era sufficiente. Poi, nel settembre del 2013, ho conosciuto RomAltruista, una onlus che ha creato un sistema di reclutamento volontari semplice e flessibile. E c’è stata la svolta. Da settembre 2013, data di inizio delle attività, alla Lampada sono state donate oltre 4.800 ore di volontariato. Le persone decidono magari di venire una volta sola, in occasione di un evento o di un progetto, ma poi, normalmente, ritornano, perché qui si respira un clima gioioso e sereno". "Mi piace tutto qui", riassume sinteticamente Alessia, una degli oltre 60 ragazzi che accedono all’associazione, dove tutte le attività sono gratuite (si paga solo una quota associativa di 80 euro l’anno e cinque o dieci euro al mese, a seconda che si venga una o più volte).

Ci sono Fabrizio, Barbara, Danilo, Luciano, Francesco, Ivan, Emanuela e tanti altri, che partecipano ai vari laboratori, gestiscono una fumetteria, un Internet point, una ludoteca e suonano nella Banda della Magliana che, con evidente allusione al gruppo di criminali che mise a ferro e fuoco Roma fra gli anni Settanta e Ottanta, vuole restituire alla parola “banda” il suo più autentico e positivo significato di gruppo musicale. Oppure lavorano nel Diversamente pub, un altro dei fiori all’occhiello della Lampada. “Questi ragazzi, durante il weekend, rimangono il più delle volte soli a casa mentre gli amici e i fratelli vanno a divertirsi – continua Fanzini –. Così abbiamo pensato di replicare uno dei luoghi preferiti dai giovani, un pub, dove si cucina, si apparecchia e si mangia tutti insieme. E poi, ci si scatena. Si balla, si fa il karaoke, si gioca. È stato un successone. Ci è capitato di cucinare anche per 300 persone. E, in più, i ragazzi che si occupano del servizio, a fine serata ricevono un compenso. Una cosa che li riempie di soddisfazione”.

L’associazione è diventata una grande realtà e una risorsa per tutto il territorio, ma l’indistruttibile Paola ha ancora un desiderio da chiedere al genio della lampada: “Vorrei dare borse lavoro ai ragazzi. Le persone con disabilità, finita la scuola, non hanno né un luogo dove andare a divertirsi né un posto di lavoro. Creare occupazione, questo sarebbe davvero il coronamento di un sogno”.

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