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"Il tuo passaporto non vale più". Provocazione per spiegare i flussi migratori

L’iniziativa di New border control in 10 città italiane per sensibilizzare i cittadini sulle cause dell’immigrazione cosiddetta irregolare: l’assenza di vie legali e sicure. Mercoledì 28 previsto a Roma nuovo Forum per cambiare l’ordine delle cose con i candidati alle elezioni del 4 marzo

26 febbraio 2018

ROMA –  “Dal 1 aprile 2018, il tuo passaporto non vale più per l’espatrio. Dovrai andare a chiedere un visto di uscita dall’Italia al nuovo Ufficio unico di mobilità sicura (UUMS)”. Se lo sono sentiti dire i cittadini di dieci città, fermati ieri in strada dagli attivisti di New Border control. La provocazione è stata organizzata dal Forum Per Cambiare l’ordine delle cose, un movimento di opinione costituito a partire dal 3 dicembre 2017 da decine di cittadini italiani e non, preoccupati per la deriva di violazioni e tensioni sociali legate alle politiche migratorie europee. E che prende spunto dal film di Andrea Segre L’ordine delle cose.

- Ai passanti è stato distribuito un volantino in cui venivano specificate le nuove norme per poter viaggiare. E per richiedere un visto: “prima di recarsi all’Uums sarà necessario chiedere appuntamento mandando richiesta in triplice con raccomandata A/R entro 45 giorni prima della data richiesta”, si legge – “alla domanda bisognerà allegare: fotocopia del documento d’identità con data di scadenza a non meno di 200 giorni dalla domanda medesima; motivazione del viaggio e descrizione delle tappe e della sua durata; nominativo preciso di almeno 3 cittadini del Paese che si intende visitare e loro dichiarazione di disponibilità all’ospitalità”. “Le persone hanno reagito in vari modi – spiega Ermira, che ha distribuito volantini a Bolzano -. In molti pensavano che fosse un’iniziativa per il controllo delle frontiere, rivolta quindi ai migranti. E in questo caso alcuni erano d’accordo. Quando gli abbiamo detto che riguardava anche loro, hanno pensato che fosse impossibile e che dovesse trattarsi di una fake news. Altri ci hanno preso per militanti di destra”. Anche a Roma gli attivisti hanno registrato le reazioni incredule dei cittadini: “la maggior parte delle persone che abbiamo incontrato si è detta incredula, e si è messa subito a verificare l’ esattezza delle fonte, ipotizzando una bufala - aggiunge Chiara -. Il dubbio però lo abbiamo insinuato in tutti, sperando che da questo potesse partire una riflessione più ampia”.

L’obiettivo dell’azione noi – spiegano gli attivisti – è proprio quello di “sensibilizzare i cittadini europei su quella che riteniamo la causa principale della crescente pressione di immigrazione cosiddetta irregolare, ovvero l’assenza ormai quasi totale di vie regolari di migrazione dai paesi di provenienza dei migranti stessi verso l’Europa. Assenza che costituisce violazione di uno dei diritti umani fondamentali, quello alla mobilità, al quale infatti nessun cittadino europeo sarebbe pronto a rinunciare”. Per questo si è pensato di mettere anche solo per pochi secondi i cittadini europei di fronte alla consapevolezza di cosa sarebbe la propria vita senza il diritto di viaggiare. “E’ così che vogliamo far crescere nell’opinione pubblica l’attenzione su questo tema, ormai costantemente deformato attraverso la lente dell’emergenza e della repressione –aggiungono -. Dare alle persone il diritto di muoversi riduce le pressioni migratorie, rende i viaggi più diffusi, meno concentrati e più sicuri, per chi viaggia e anche per chi accoglie. Imporre divieti praticamente assoluti porta inevitabilmente a sfidare quei divieti e offre alle organizzazioni criminali il grande mercato della gestione lucrosa dei viaggi non autorizzati. Per di più l’assenza di altre vie se non quella dei viaggi non autorizzati, mette le persone in condizioni di forte rischio e le trasforma tutte in profughi, con la conseguente crescita di domande d’asilo da una parte e di tensione sociale nel paese dove i profughi arrivano dall’altra. Non cambiare questo ordine delle cose significa offrire un terreno sempre più fertile alle forze populiste e xenofobe che come sappiamo si alimentano delle immagini prodotte da questo sistema: gli sbarchi, le tensioni alle frontiere, i viaggi massificati, i luoghi di accoglienza concentrata, le vite sospese e parcheggiate nelle periferie delle città”.

Per ragionare su questi temi il 28 febbraio si svolgerà una nuova iniziativa del Forum per cambiare l’ordine delle cose, a Roma, presso il centro congressi di via dei Frentani. Saranno invitati i candidati di tutte le liste politiche presenti alle elezioni del 4 marzo. Sono previsti anche interventi di rappresentati di Etats Generaux des Migrations (Francia) e Justice Migratoire (Belgio) introdotti da Andrea Segre e Nicoletta Dentico. Iniziative parallele si svolgeranno anche in altre città come Caserta. (ec)

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