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Carrozzine a via Condotti: le boutique della moda sono inaccessibili

Nella rinomata via della capitale va in scena il Disability Day per testare dal vivo l’accessibilità dei negozi: da Prada a Giorgio Armani ne viene fuori un quadro desolante, che si ripete uguale in ogni città italiana. “Via le barriere, è una questione di libertà: vogliamo le stesse opportunità degli altri”

28 febbraio 2018

ROMA - La via più esclusiva di Roma, tante carrozzine manuali e elettriche e negozi completamente inaccessibili da una parte e dall’altra del marciapiede. Non una gran bella figura quella dei grandi marchi presenti in via Condotti: da Prada a Cartier, da Giorgio Armani a Max Mara passando per Salvatore Ferragamo, il risultato non cambia: il gradino fra il marciapiede e il negozio impedisce l’accesso delle persone disabili nell’esercizio commerciale. Va un pelo meglio da Gucci: il personale annuncia la presenza di una pedana, che effettivamente dopo qualche minuto arriva. La solita soluzione all’italiana: un pezzo di ferraglia che traballa e non arriva neppure a colmare l’intero gradino, ma quanto meno, seppur a fatica,  la carrozzina elettrica riesce ad entrare. Della serie “accontentiamoci”. Fra le insegne del primo tratto di via Condotti solo Bulgari esce vittoriosa: per fortuna o per effettiva attenzione alle persone disabili, le entrate del negozio sono tutte accessibili.

- Il viaggio fra le barriere di via Condotti è stato il momento clou del Disability Day (DisDay) promosso dal Disability Pride insieme ad Anmil, Codacons, Associazione Luca Coscioni, Astra, Parent Project, FederTrek e altre realtà: una manifestazione che ha invitato autorità, istituzioni, personaggi pubblici e comuni cittadini a sedersi su una carrozzina elettrica per provare difficoltà e discriminazioni che accompagnano quotidianamente le persone disabili. Sia nelle rinomate strade del centro di Roma sia in quelle che non richiamano turisti da ogni parte del mondo.

L’iniziativa, denominata “Siediti nei nostri panni”, ha rivendicato il diritto di essere cittadini tra i cittadini, persone con le stesse opportunità degli altri. “E oltre a mostrare il senso di impotenza e la percezione di esclusione che ci fa sentire ‘indesiderati’ di fronte alla presenza (pressoché assoluta) di barriere architettoniche, abbiamo voluto - dice Carmelo Comisi, Coordinatore del Comitato - anche spronare i titolari degli esercizi pubblici ad adeguarsi alla normativa, ancor prima che qualcuno glielo imponga”. Un problema che in via Condotti diventa evidente, ma che riguarda tantissimi altri esercizi commerciali del centro di Roma (compreso il Roma Store di via del Corso) e di ogni altra città italiana.

“Le barriere architettoniche o sensoriali sono – afferma Laura Coccia, parlamentare – una limitazione della nostra libertà di movimento si tratta della lesione di un diritto umano perché io non sono libera di scegliere dove andare e come muovermi: anche solo per uscire dal portone di casa devo chiedere a qualcuno. Credo sia arrivato il momento di un passaggio culturale da fare tutti insieme, è importante che ognuno di noi ci metta la faccia per far comprendere a chi non vive il problema sulla propria pelle che per noi questa è una questione di libertà”.

“La quotidianità per chi non ha una disabilità è una cosa semplice, ma per chi si muove su una carrozzina le difficoltà sono dappertutto, dice il presidente Anmil, Franco Bettoni. “Con questa iniziativa ci avviciniamo al Disability Pride del prossimo 15 luglio sensibilizzando sul rispetto a tutto tondo della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità: anche le persone disabili debbono poter vivere la loro vita e ciò non deve essere una concessione ma rappresenta un diritto fondamentale”.

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Tag: disabilità

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