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Cooperazione internazionale, ecco cosa prevedono i programmi dei partiti

Il centrodestra la relega nelle politiche per la sicurezza e accenna a un Piano Marshall per l’Africa. Il Partito democratico propone di aumentare gli investimenti per arrivare allo 0,3% del Pil entro il 2020. Liberi e uguali parla solo di “rilancio”. Potere al popolo non ne parla così come il M5S

01 marzo 2018

- BOLOGNA – La cooperazione internazionale allo sviluppo grande assente nei programmi elettorali dei partiti per le Politiche 2018? Non è proprio così. Alcuni ne parlano, trattandola come se fosse un tema che riguarda la sicurezza, altri prevedono un piano più articolato, qualcuno parla semplicemente di “rilancio”, ma c’è anche chi non ne parla affatto. Nel programma unitario del centrodestra (Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia) in 10 punti, un accenno alla cooperazione internazionale lo troviamo al punto 5, che però riguarda la sicurezza. È così che tra la ripresa del controllo dei confini, il blocco degli sbarchi con respingimenti assistiti e il rimpatrio di tutti gli irregolari, troviamo l’accenno a un Piano Marshall per l’Africa. Nessuna indicazione però su cosa dovrebbe prevedere questo piano, quali le modalità per la sua attuazione o l’eventuale importo degli investimenti. 

La proposta del Partito democratico sulla cooperazione internazionale prevede “l’innalzamento graduale del livelo di contribuzione alla cooperazione per raggiungere lo 0,3% del Pil entro il 2020 e, in prospettiva, arrivare allo 0,7% come previsto dal vertice Onu del 2015”. Inoltre, nel programma si sottolinea l’importanza di “assicurare una corretta attuazione dell’Agenda 2030 e degli obiettivi Onu di sviluppo sostenibile”. 

“Il ripudio della guerra e il rilancio del multilateralismo e della cooperazione internazionale devono essere la bussola di un nuovo ruolo dell’Italia e dell’Europa nel mondo globale, in un quadro ancora drammaticamente segnato da conflitti, terrorismo e grandi fenomeni migratori”. È quanto previsto nel programma di Liberi e uguali che parla, appunto, semplicemente di “rilancio”. Altro accenno alla cooperazione si fa quando si parla di politica estera: “Dobbiamo rafforzare le politiche di cooperazione e solidarietà internazionale, di promozione dei diritti umani attraverso l’applicazione delle convenzioni internazionali e rifiutare l’interventismo militare al servizio di una logica di guerra”. 

Nel programma che il Movimento 5 Stelle ha depositato al ministero dell’Interno non si parla di cooperazione internazionale. In quello che si trova online sul loro sito si parla di cooperazione nella sezione che riguarda gli esteri ma in termini molto generici, “La politica estera del Movimento 5 Stelle si basa sul rispetto dell'autodeterminazione dei popoli, la sovranità, l’integrità territoriale e sul principio di non ingerenza negli affari interni dei singoli Paesi?. Sul rispetto del multilateralismo, della cooperazione e del dialogo tra le popolazioni e sulla rigorosa applicazione dei principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite”.

Nel programma di Potere al popolo non c’è una proposta sulla cooperazione internazionale allo sviluppo. (lp)

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