:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Dall’immigrazione alla povertà: il sociale nei programmi dei partiti

La questione migratoria ha monopolizzato gran parte della campagna elettorale, ma le principali forze politiche hanno dedicato spazio anche ad altri temi sociali: dalla povertà alla famiglia. Ecco un’analisi dei programmi dei principali schieramenti che si presentano alle elezioni del 4 marzo

02 marzo 2018

ROMA - L’immigrazione è stato il tema al centro della campagna elettorale per il voto del 4 marzo, ma le diverse forze politiche hanno dedicato spazio anche ad altri temi sociali: la famiglia, la povertà sono stati argomenti spesso trattati nel dibattito pubblico e nelle proposte avanzate dagli esponenti politici. Ma quanto c’è di sociale nei programmi dei principali partiti che si presentano alle elezioni politiche?

- Dal rimpatriamoli tutti all’accoglienza: sui migranti si gioca il consenso elettorale. Se pur argomenti diversi, e spesso distanti, tutti i partiti hanno posto particolare attenzione alla questione migratoria. Il Partito democratico affronta il tema in particolare nel capitolo dedicato all’Europa, mettendo al centro la solidarietà tra gli stati nella gestione del fenomeno e la riforma del regolamento Dublino III. Al contrario il programma in 10 punti del centrodestra (Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Nord) parla di immigrazione in termini di sicurezza, puntando su lotta al terrorismo, della ripresa del controllo dei confini e del blocco degli sbarchi con respingimenti assistiti, la stipula di trattati  eaccordi con i Paesi di origine dei migranti economici. Nel programma si parla anche di un Piano Marshall per l’Africa e del rimpatrio di tutti i “clandestini”, che Silvio Berlusconi stima erroneamente in 630mila persone. Nel programma depositato al Viminale dal Movimento 5 stelle si parla di “stop al business dell’immigrazione”. Il partito guidato da Luigi Di Maio propone innanzitutto il rimpatrio immediato di tutti gli irregolari. Poi si parla di diecimila nuove assunzioni nelle commissioni territoriali “per valutare in un mese, come negli altri paesi, se un migrante ha diritto di stare in Italia oppure no”. Nel programma "scritto dai cittadini" e presente sul sito, per l'immigrazione si parla di "obiettivo sbarchi zero".Per il Movimento 5 stelle, infatti, "L'Italia è diventato il campo profughi dell'Europa.

Le proposte sul contrasto alla povertà ci sono, ma non tutte realizzabili. Un altro argomento richiamato spesso in campagna elettorale è quello della povertà: c'è chi propone di estendere le attuali misure contro la povertà assoluta, chi parla di reddito di cittadinanza e chi promette un reddito di dignità. In particolare, il centro sinistra vuole l’implementazione del Reddito di inclusione, proseguendo nella sua applicazione e rafforzandola soprattutto sul fronte degli interventi di accompagnamento delle famiglie beneficiarie, che coinvolgono in primo luogo i servizi sociali dei comuni, ma anche i centri per l’impiego e quelli di formazione, il terzo settore. Il centrodestra parla, invece, di azzeramento della povertà assoluta con un grande Piano di sostegno ai cittadini italiani in condizione di estrema indigenza, allo scopo di ridare loro dignità economica". Un piano che Silvio Berlusconi ha sintetizzato nel concetto di “reddito di dignità”. Il movimento 5 stello vuole invece un reddito cittadinanza, da sempre cavallo di battaglia nel programma del partito. Nel programma vengono forniti pochi elementi sul progetto ma si parla di un investimento di oltre due miliardi per la riforma dei centri per l’impiego. Nonostante l’attenzione al tema non tutte le proposte sembrano essere facilmente realizzabili, come hanno osservato Massimo Baldini e Francesco Daveri su Welforum.it, l'Osservatorio nazionale sulle politiche sociali.

Più sgravi fiscali, più asili nido, più congedi: tutte le promesse per la famiglia. Iin vista delle elezioni del 4 marzo, le forze politiche si rincorrono nel promettere sostegni significativi per le famiglie. In particolare, sono tre le tipologie delle misure previste praticamente da tutti: un alleggerimento del carico fiscale quando nelle famiglia ci sono dei figli, un potenziamento dei servizi per l'infanzia e una maggiore e di solito più ampia possibilità di usufruire di congedi o di orari flessibili. Il Pd propone quella che definisce una 'misura fiscale unica', per tutte le famiglie con un reddito annuale fino a 100 mila euro (non è specificato se lordo, netto o Isee); particolare attenzione è riservata agli incapienti, per i quali la stessa misura sarebbe erogata sotto forma di assegno. La coalizione di centro-destra prevede una generale “tutela del lavoro delle giovani madri”. Nello specifico, Fratelli d’Italia intende garantire alle donne il part-time e la possibilità di usufruire del telelavoro, mentre la Lega intende promuovere la copertura dei contributi per le persone assunte in sostituzione di maternità, l'innalzamento delle retribuzioni delle donne in periodo di maternità facoltativa, oltre a una "profonda revisione della disciplina sulle, cosiddette, liberalizzazioni degli orari di apertura dei negozi", così da assicurare una migliore conciliazione alle famiglie impegnate nel settore del commercio. Il M5S afferma di ispirarsi al 'modello francese' che, si basa sul sistema del quoziente familiare e che, tuttavia, non risulta esplicitamente menzionato fra i 20 punti del programma. Sempre sul piano degli interventi fiscali, il movimento propone l’introduzione dell’Iva agevolata sui prodotti neonatali, per l’infanzia e per la terza età. Il quoziente familiare è peraltro una delle misure proposte collettivamente anche dalla coalizione di centro-destra, che l’aveva inserita nel proprio programma già in occasione delle elezioni 2013, e che, in quello che definisce “Piano straordinario per la natalità”.

La disabilità, “grande assente” della campagna elettorale. La Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) ha espresso un giudizio severo sullo spazio risibile dedicato al tema della disabilità nel dibattito legato alle elezioni. Non è certo questo il tema che più ha attirato l'attenzione delle forze politiche in campo. Di contro, molte sono le questioni, spesso fondamentali, ancora aperte: e non hanno mancato di segnalarle le associazioni, che in queste settimane hanno indicato ai candidati le priorità, su cui chiedevano un concreto impegno. Quanto ai programmi, il Partito Democratico, all'interno de capitolo “Prendersi cura delle persone”, parla di “Non autosufficienza: sostegno economico, servizi di cura e investimento sull’autonomia”. In particolare – spiegano- “aumenteremo l’indennità in base ai bisogni effettivi delle persone, dando libertà di scelta tra un assegno di cura e un budget di cura, favorendo così il riconoscimento professionale e la regolarizzazione degli assistenti familiari. L’indennità aumenterà per tutti e arriverà a raddoppiare per i casi più gravi”. Inoltre, “sarà possibile scegliere se ricevere l’indennità sotto forma monetaria o come budget di cura vincolato nel suo utilizzo ma di importo più elevato. Sarà infine possibile l’integrazione fra l’indennità e le reti di offerta dei servizi a livello locale, nonché con ulteriori interventi introdotti da regioni e comuni”.  Un esplicito riferimento ai caregiver familiari è contenuto, invece, nel programma del Movimento 5 Stelle, che prevede “azioni per garantire pari opportunità alle persone con disabilità e ai caregiver: intervenire presso le aziende con incentivi per sensibilizzarle e incentivare l'assunzione di persone con disabilità e caregiver; organizzare corsi di formazione specifica, tenuti da personale sanitario e tramite incontri di auto mutuo aiuto, per aumentare conoscenze e competenze dei caregivers; attivare un numero verde dedicato ai caregivers per accedere a liste d'attesa sanitarie specifiche e prioritarie e per richiedere personale formato sostitutivo del caregiver in caso di necessità sanitaria”. Il programma condiviso della Coalizione Centrodestra promette “Incentivi all’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro”. Nello specifico, oltre alla proposta più volte evocata da Matteo Salvini di istituire un ministero per la disabilità, il programma della Lega Nord dedica un capitolo all'inclusione scolastica, prevedendo in particolare di “istituzionalizzare la figura dell’educatore alla comunicazione per gli alunni con disabilità sensoriale (visiva o uditiva), e la figura dell’esperto in scienze tiflologiche”. Tra gli altri temi presenti nei programmi la riforma del sistema di accertamento dell’invalidità, la questione dell’inclusione scolastica, il lavoro.

Cenerentola cooperazione, ma qualche proposta c’è. Anche se non è stata al centro del dibattito, anche la cooperazione internazionale è presente nei programmi dei principali partiti. In particolare, la proposta del Partito democratico prevede “l’innalzamento graduale del livello di contribuzione alla cooperazione per raggiungere lo 0,3% del Pil entro il 2020 e, in prospettiva, arrivare allo 0,7% come previsto dal vertice Onu del 2015”. Inoltre, si sottolinea l’importanza di “assicurare una corretta attuazione dell’Agenda 2030 e degli obiettivi Onu di sviluppo sostenibile”. Nel programma unitario del centrodestra (Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia) in 10 punti, un accenno alla cooperazione internazionale si trova al punto 5, dedicato la sicurezza. È così che tra la ripresa del controllo dei confini, il blocco degli sbarchi con respingimenti assistiti e il rimpatrio di tutti gli irregolari, troviamo l’accenno a un Piano Marshall per l’Africa. Nessuna indicazione però su cosa dovrebbe prevedere questo piano, quali le modalità per la sua attuazione o l’eventuale importo degli investimenti. Nel programma che il Movimento 5 Stelle ha depositato al ministero dell’Interno non si parla di cooperazione internazionale. In quello che si trova online sul loro sito si parla di cooperazione nella sezione che riguarda gli esteri ma in termini molto generici, “La politica estera del Movimento 5 Stelle si basa sul rispetto dell'autodeterminazione dei popoli, la sovranità, l’integrità territoriale e sul principio di non ingerenza negli affari interni dei singoli Paesi?. Sul rispetto del multilateralismo, della cooperazione e del dialogo tra le popolazioni e sulla rigorosa applicazione dei principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite”. (ec)

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa