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Elezioni, in trionfo o al capolinea: i destini dei candidati “sociali”

Primi risultati dai collegi uninominali: con il M5S performance dell’ex Garante infanzia Vincenzo Spadafora. Fuori dal Parlamento il padre della riforma del terzo settore Luigi Bobba. Come lui anche l’ex presidente Acli, Andrea Olivero. Nel Pd ce la fanno Lepri e Patriarca. "Prestazione" da manuale per l’ex atleta paralimpica Giusy Versace

05 marzo 2018

ROMA - Il trionfo di Vincenzo Spadafora, la caduta di Luigi Bobba. Oltre i dati nazionali che raccontano la vittoria della coalizione di centrodestra, il successo prepotente del Movimento 5 Stelle e la rovinosa caduta dell’intera sinistra, quella del Pd e quella di “Liberi e Uguali”, dai risultati dei collegi uninominali spuntano fuori anche i risultati delle sfide faccia a faccia, con la proclamazione di chi ce l’ha fatta e varcherà i portoni di Camera o Senato.

Fra i candidati che si sono in passato occupati, a vario titolo, di temi sociali, il risultato più spumeggiante è quello dell’ex Garante nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, mentre quello forse più eloquente dell’aria che è cambiata è la sconfitta del sottosegretario al Lavoro e Politiche Sociali che in prima persona ha seguito l’iter della difficile riforma del terzo settore. Con Bobba, nel governo incassano una sconfitta personale anche Andrea Olivero e Franca Biondelli. Mentre la spuntano Stefano Lepri e Edoardo Patriarca.

Qualche numero. Vincenzo Spadafora per il Movimento 5 Stelle stravince il collegio uninominale Campania 4 Casoria con il 59,40% (oltre 88mila voti) lasciando le briciole agli sfidanti del centrodestra Scancariello (circa 34 mila voti per il 22,84%) e del centrosinistra Nicola Marrazzo (17600 per il 11,86%). In casa grillina eletta anche Emanuela Del Re, la ricercatrice indicata dal leader Di Maio come ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale in un eventuale governo 5 Stelle: ha vinto con il 34,26% il collegio Roma 11 - Primavalle davanti a centrodestra (32,7%) e centrosinistra (23,8%).

Luigi Bobba arriva solo terzo nel suo collegio di Vercelli: il centrodestra vince a mani basse col 47% dei voti, praticamente doppiando Movimento 5 Stelle (24,3%) e centrosinistra (Bobba si ferma al 22%). Per lui, non candidato al plurinominale, è l’addio al Parlamento. Spera ancora nella quota proporzionale l’altra attuale sottosegretaria al Welfare Franca Biondelli, che a Novara, con il 23%, è preceduta sia dai 5 Stelle (25%) che dal centrodestra (45,8%). Sempre in Piemonte e sempre nel Pd ce la fa invece Stefano Lepri, che è stato relatore della riforma del terzo settore in Senato: vince a Torino 4 con il 32,84% dei voti, precedendo di un soffio (1.315 voti) il candidato del centrodestra Lucchina (31,7%), con i 5 Stelle al 27,6%. Per Lepri, che non aveva paracadute nel proporzionale, una soddisfazione personale. A proposito di vittorie al fotofinish, quella di Edoardo Patriarca al Senato nel collegio di Modena è quasi clamorosa: dato largamente per favorito, la sua coalizione di centrosinistra prende 85.533 voti, contro gli 85.487 dello sfidante di centrodestra Stefano Corti: in termini percentuali è un 31,80% contro il 31,79%, in termini assoluti la distanza è di appena 46 voti. Facile prevedere una richiesta di riconteggio di tutte le schede, ma per il momento l’eletto a Palazzo Madama è proprio il presidente dell’Istituto italiano della donazione.

In casa Pd è fuori dal Parlamento Ileana Argentin, che a Roma Tuscolano alla Camera prende il 27,8%, dietro sia al centrodestra (28,5%) sia ai 5 Stelle (32,4%). Non ce la fa neppure Luigina Di Liegro, così come sconfitto è, in quota civica popolare di Lorenzin, anche l’ex presidente delle Acli Andrea Olivero: il collegio di Cuneo lo vede ampiamente sconfitto (24% contro il 46,6% del centrodestra) e il mancato raggiungimento della soglia di sbarramento non gli permette neppure di sperare nei listini proporzionali. Sconfitto, in casa 5 Stelle, il presidente del Forum Italiano Disabilità Vincenzo Zoccaro, che a Trieste arriva staccato di un’incollatura rispetto alla presidente della regione Debora Serracchiani: appena 34 voti di differenza (30.909 contro 30.875), che valgono ad entrambi un 25,9% comunque perdente rispetto al 38,17% del candidato del centrodestra Renzo Tondo (45.506 voti per lui).

Nel centrodestra sconfitta onorevole per l’ex portavoce del Family Day Eugenia Roccella, che ottiene il 27,6% a Bologna Casalecchio di Reno (vince il centrosinistra con il 35,2%, i Cinque Stelle sono al 26%), mentre conferma le aspettative della vigilia l’ex atleta paralimpica Giusy Versace, che incassa il 47,99% dei voti a Varese staccando di oltre 20 punti le altre due coalizioni principali. Sconfitte, sempre per il centrodestra, invece la presidente del Modavi Maria Teresa Bellucci, che cede a Roma Montesacro a Marianna Madia (37,4% contro 33%), e per Olimpia Tarzia, co-fondatrice del Movimento per la vita, suprata a Roma Gianicolense da Riccardo Magi di +Europa.

Per tutti i candidati sconfitti all’uninominale ma presenti anche nei listini bloccati di quelle formazioni che hanno superato la soglia di sbarramento, le possibilità residue di entrare in Parlamento passano proprio per la distribuzione dei seggi su chiave proporzionale. (ska)

 

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