:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Migranti, integrare al Sud. Cinque regioni a confronto

Il 7 e l’8 marzo a Roma la conferenza di Com. In 3.0, progetto sull’integrazione degli immigrati regolarmente presenti in 5 regioni del Sud Italia. Campania (capofila), Calabria, Puglia, Basilicata e Sicilia condividono quanto fatto in termini di accoglienza, per migliorare i servizi e lavorare ancora meglio sull’inclusione

06 marzo 2018

Integrare al sud

ROMA - Policy, esperienze e buone prassi a confronto. Si svolge il 7 e l’8 marzo a Roma la conferenza Com. In 3.0, il progetto sull’integrazione degli immigrati regolarmente presenti sui territori di cinque regioni del Sud Italia. Campania (capofila), Calabria, Puglia, Basilicata e Sicilia hanno deciso di condividere quanto fatto in questi anni in termini di accoglienza, per migliorare i servizi e lavorare ancora meglio sull’inclusione dei cittadini stranieri. Alla base della due giorni, sia nei lavori in plenaria, quanto dei workshop, ci sarà infatti l’idea di acquisire, nello scambio reciproco, elementi, suggestioni o chiavi di lettura in grado di stimolare riflessioni innovative sulle politiche e cercare insieme possibili soluzioni per affrontare situazioni di particolare criticità presenti sui rispettivi territori.

-“A Roma chiamiamo a raccolta i soggetti che hanno partecipato in questi anni a un’azione di capacity building nel Mezzogiorno:oltre 600 persone tra operatori pubblici e del privato sociale. Persone che stanno animando le reti locali per realizzare la sussidiarietà sul tema integrazione – spiega Giampetro Losapio, vicedirettore esecutivo di Nova – La filosofia alla base di questa nostra macroazione è che per realizzare buona integrazione serve la capacità istituzionale di stare sui temi di interesse generale. Il grande investimento, dunque, è quello di raccordare le capacità in quelle regioni più esposte ai flussi e alla presenza non strutturata di stranieri regolarmente residenti – aggiunge -. Quelle del Sud sono anche le regioni in cui ci sono le situazioni di più grave vulnerabilità. Tra i temi che affronteremo, ci sarà quello dello sfruttamento dei migranti, insieme alla questione dei minori stranieri non accompagnati. Nella discussione punteremo a una dimensione pratica: come si affrontano questi fenomeni dal punto di vista della comunità e quali strumenti si possono mettere in campo” .

Il convegno di Roma per le Regioni, sarà anche un’occasione per riflettere su quanto realizzato nell’ambito del Progetto e sul suo potenziale sviluppo in termini di miglioramento della qualità delle policies pubbliche. Uno spazio di rielaborazione del proprio ruolo in un’ottica orizzontale e che tocca tutti i livelli decisionali e gestionali dei servizi e delle politiche messe in campo ogni giorno nei singoli territori.Ma l’evento del 7 e dell’8 marzo è anche un momento per mettere in rete le diciotto esperienze territoriali promosse da Com.In.3.0 e allo stesso tempo un’opportunità per analizzare i contenuti emersi nel lavoro di cooperazione territoriale dal basso, nei mesi di lavoro comune e di attivazione di attori e territori svolto.

L’obiettivo dell’evento di Roma è anche capire come fare un passo avanti sul piano della programmazione unitaria e della cooperazione interistituzionale fra le regioni del Sud, che oggi sono fra le aree più direttamente coinvolte dai flussi migratori. Campania, Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia si sono date, attraverso il Progetto Com.In., uno spazio comune di approfondimento, riflessione, studio e sperimentazione sui temi dell’Integrazione dei cittadini di paesi terzi regolarmente presenti nei propri territori.

A partire da una più approfondita conoscenza del fenomeno, della sua evoluzione e delle sue dinamiche, dalla messa in rete del patrimonio di competenze e conoscenze che proviene da tutti gli attori che nei territori quotidianamente affrontano i problemi e le questioni legate all’accoglienza e all’integrazione, le regioni partner hanno inteso darsi uno spazio di rielaborazione del proprio ruolo in un’ottica orizzontale, multistakeholders e multilivello. Persuadere istituzioni e territori è lo scopo del piano di lavoro coordinato di Capacity Building disegnato all’interno dell’offerta del Fami 2014-2020, in ambito Obiettivo Nazionale Integrazione. L’evento di Roma è occasione per riflettere su quanto sin qui realizzato e sul suo potenziale di sviluppo in termini di miglioramento della qualità delle policy pubbliche e delle sinergie tra regioni ed altre istituzioni in tema di integrazione.

Vai al programma

 

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa