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Little Alienz: dall’università di Cagliari il primo gioco che combatte la dislessia

Per la prima volta un ateneo italiano sostiene una società costituita esclusivamente da studenti (junior spinoff) e nata durante il percorso universitario. Il Rettore, Maria Del Zompo: “Straordinaria innovazione e grande valore sociale: con gli studenti cresce la nostra responsabilità sociale”

14 marzo 2018

Progetto contro la dislessia, università di Cagliari 1

CAGLIARI – “Ciao, io sono Sara e assieme a Mauro e Valentina ho creato Little Alienz, il primo screening della dislessia che tutti i bambini vorranno fare”. Il messaggio arriva - chiaro, tradotto in inglese da sottotitoli che scorrono insieme alle immagini, nel video con cui Sara Pinna, studentessa di Scienze della Formazione Primaria,  Valentina Bellotti e Mauro Cuccu, studenti di Economia, lanciano sul web dall’università di Cagliari il primo metodo che permette l’individuazione precoce della dislessia,  giocando.
A prima vista un gioco di società come tanti, Little Alienz ha già collezionato altri primati, è il primo junior spinoff sostenuto da un ateneo italiano, e diversi riconoscimenti.

“Negli ultimi anni - spiega Sara nel video – le diagnosi di questo disturbo dell’apprendimento sono più che triplicate. I bambini non sanno cosa sia e spesso nemmeno i loro genitori. Ecco perché la diagnosi, che non arriva prima degli 8 anni, fa paura. Little Alienz nasce per far capire e affrontare la dislessia precocemente, parlando la lingua dei bambini”.

Al centro del gioco, un cartellone, una clessidra, pedine colorate e cartoncini con domande e risposte. Ma come funziona? “A scuola – racconta Sara – i bambini giocheranno con i personaggi alieni per arrivare a vincere la corona di Re o Regina dell’Universo e si alleneranno nelle abilità fonologiche fondamentali per l’apprendimento della lettura. Mentre a casa ritroveranno la versione app del gioco, che permetterà loro di fare il vero e proprio screening in maniera semplice, veloce e divertente”.

“Per la prima volta – spiega l’università in una nota - il Consiglio di amministrazione dell’Università degli studi di Cagliari ha approvato la costituzione di un ‘junior spinoff’ dell’Ateneo: si tratta di ‘Little Alienz’, società composta da Sarah Pinna, Valentina Bellotti e Mauro Cuccu, e che intende immettere sul mercato un gioco in grado di permettere lo screening e il potenziamento. L’innovazione riguarda la creazione di un primo screening degli indicatori di rischio tramite un sistema integrato di gioco dedicato alle diverse aree in cui il bambino svolge le attività (a scuola e a casa), senza che ciò produca stress grazie al coinvolgimento nell’esperienza di gioco”.
“Gli spinoff – sottolinea l’Ateneo - sono società che utilizzano, sviluppano e commercializzano nuovi prodotti che derivano esclusivamente dalle competenze nate dalla ricerca scientifica: costituiscono dunque l’anello di congiunzione tra la struttura universitaria e il tessuto socio-economico locale. Mentre esistono da tempo spinoff costituiti da docenti, ricercatori e personale, per la prima volta all’Università di Cagliari viene costituita una società ‘junior spinoff’.

Progetto contro la dislessia, università di Cagliari 2

“E’ il primo atto di una importante innovazione – spiega il Rettore, Maria Del Zompo – Il nostro è il primo ateneo italiano, e finora l’unico, ad aver previsto il sostegno a spinoff costituiti esclusivamente da studenti. E’ un risultato ancora più importante perché Little Alienz è una società che guarda al sociale, aspetto tipico dei nuovi mestieri che non saranno mai soppiantati dai robot e dalle macchine. E’ anche la dimostrazione di quanto siano bravi i nostri giovani e di quanto l’Università di Cagliari punti sulla responsabilità sociale”.

Il sistema messo a punto da Little Alienz consente di stabilire precocemente percorsi di potenziamento personalizzati per ciascun bambino, a prescindere dalla presenza o meno di una futura diagnosi. “La ricerca che sta alla base del progetto – spiega la nota - ha coinvolto il dipartimento di Pedagogia, Psicologia e Filosofia (con i docenti Donatella Petretto e Eraldo Nicotra), scuole dell’Infanzia e scuole primarie, al fine di standardizzare il pattern statistico che consentirà di creare un algoritmo proprietario (collegato a un database) su cui si baserà lo screening.

“Ad oggi, la voglia di continuare è sempre più forte – spiegano Sarah, Valentina e Mauro -. Stiamo standardizzando il nostro test di screening, ultimando lo studio per la creazione della dinamica di gioco più adatta ai bambini, consultando sempre più esperti nel campo”.
L’idea di impresa è nata all’interno del percorso formativo “Contamination Lab” durante il quale i tre studenti si sono conosciuti: il loro progetto è stato selezionato per la finale dell’edizione dello scorso anno, durante la quale, pur non essendo arrivati sul podio, hanno ricevuto il premio speciale del Magnifico Rettore come miglior startup a sfondo sociale e hanno vinto uno degli “Special Prize” di Sardegna Ricerche. Hanno ricevuto anche un premio del Rotary Club Cagliari perché il loro progetto contrasta sul nascere il fenomeno della dispersione scolastica.

“Secondo il regolamento dell’Ateneo – spiegano dall’università - possono proporre di costituire junior spinoff gli studenti o i dottorandi, gli specializzandi o gli iscritti ai master dell’Università, gli assegnisti di ricerca, i titolari di borse post lauream o post doc e gli studenti iscritti a percorsi formativi ad accesso selettivo inerenti la creazione di imprese innovative (o persone che abbiano già completato questo percorso). Tecnicamente, si tratta di società di capitali o società cooperative di nuova costituzione, o costituite da meno di 18 mesi, purché iscritte nella sezione speciale ‘Start Up innovative’ del registro delle imprese, nelle quali l’Università non ha alcuna quota di partecipazione”. (Teresa Valiani) 

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