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Migranti. "La porta di casa", documentario sull’accoglienza in Emilia Romagna

Il film, prodotto Europe Direct, il servizio dell’Assemblea legislativa che si occupa di politiche europee, racconta 3 esperienze lungo la via Emilia in cui alcuni cittadini hanno aperto la loro casa ai profughi. “È giusto confrontarsi, così si impara a non avere paura”

15 marzo 2018

BOLOGNA – “È bello pensare che questo ragazzo, che ha l’età di mio figlio, abbia un punto di riferimento”. A parlare è un cittadino di Granarolo, in provincia di Bologna, che ha - accolto in casa sua un giovane fuggito dal Nord Africa. “È giusto confrontarsi, così si impara a non avere paura”, dice una coppia di pensionati di Bologna che ha accolto un giovane rifugiato. A Parma è stata una famiglia ad accogliere un ragazzo scappato dalla guerra, “perché è bello e fa bene aprirsi agli altri”. Sono le tre storie di accoglienza raccontate in “La porta di casa”, il documentario realizzato da Europe Direct, il servizio dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna che si occupa di politiche europee, sulle famiglie che accolgono a casa propria alcuni dei 2.600 ragazzi profughi inseriti in regione nei programmi di assistenza e accoglienza.

Nei 20 minuti del video i numeri diventano persone nei volti di Giuseppe, Rossella, Andrea, Luca e dei loro ospiti Ouman, Sawdagar, Moussa o nelle loro mani che fanno il pane insieme o cucinano il pollo, voci che discutono di quante spezie mettere nella carne. Diventanostorie vere fatte di difficoltà, di confronto e anche di bei momenti. Passi di un percorso di inserimento, di conoscenza reciproca, di diritti e doveri. “In Emilia-Romagna lavoriamo perché agli altri vengano riconosciuti i diritti che vogliamo siano riconosciuti a noi stessi”, spiega Simonetta Saliera, presidente dell’Assemblea legislativa regionale, nell’introduzione al film che è visibile e scaricabile sul sito dell’Assemblea regionale o su Youtube in italiano e in inglese. (lp)

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