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Paralimpiadi a braccetto con le Olimpiadi almeno fino al 2032

I presidenti del Cio e dell'Ipc firmano a PyeongChang un accordo a lungo termine che stabilisce la prosecuzione della loro partnership: anche nelle prossime edizioni dei Giochi la stessa città e gli stessi impianti ospiteranno prima le Olimpiadi e le Paralimpiadi. La fusione dei due eventi non è in programma

15 marzo 2018

PYEONGCHANG – Almeno fino al 2032 le città che si candideranno per ospitare i Giochi Olimpici estivi o invernali avranno l'obbligo, oltre che l'onore, di ospitare anche le Paralimpiadi, che si disputeranno alcune settimane dopo l'evento olimpico, esattamente come succede oggi. E' questo il contenuto di un accordo firmato a PyeongChang, dove sono in corso i dodicesimi Giochi paralimpici invernali, da Thomas Bach e Andrew Parsons, rispettivamente presidente del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e del Comitato Paralimpico Internazionale (IPC). L'accordo stabilisce una partnership tra le due organizzazioni almeno fino al 2032.

L'accordo è sostanzialmente la prosecuzione dell'intesa di cooperazione che i due organismi avevano firmato prima dei Giochi olimpici e paralimpici di Londra 2012 e prevede che il Cio continuerà – come già avviene oggi – a rendere obbligatoria l'organizzazione delle Paralimpiadi per qualsiasi località che si candidi ad ospitare le Olimpiadi. Cio e Ipc lavoreranno insieme per aumentare la visibilità dei Giochi paralimpici e per rafforzarne l'appetibilità: oltre a cooperare per l'attuazione dell'Agenda Olimpica 2020 (la road map strategica per il futuro del movimento olimpico), l'accordo dà anche, almeno per i prossimi 14 anni, una stabilità finanziaria all'Ipc, con beneficio per l'intero movimento paralimpico.

Sport olimpico e sport paralimpico confermano dunque l'intenzione di voler proseguire appaiati, facendo gioco di squadra e mantenendo valido il motivo di fondo che, pur nelle reciproche differenze, lo sport rappresenta un'unica modalità di espressione, qualunque sia la condizione personale degli atleti che lo praticano. Olimpiadi e Paralimpiadi si tengono nella stessa località a partire dall'edizione estiva di Seul 1988 e dall'edizione invernale di Albertville 1992: in precedenza venivano disputate in sedi e località differenti, e non vi era alcun rapporto formale fra i Comitati organizzatori dei due distinti eventi. Dall'avvio della collaborazione fra mondo olimpico e mondo paralimpico, le Paralimpiadi si sono sempre disputate a distanza di due-quattro settimane dalle Olimpiadi, utilizzando perlopiù gli stessi impianti sportivi e lo stesso Villaggio.

L'accordo fra Cio e Ipc conferma che appare ancora molto lontana la prospettiva di vedere un giorno l'organizzazione di un unico evento contemporaneo che racchiuda sia le gare olimpiche sia quelle paralimpiche. Al di là infatti del fascino di una simile idea, essa è in realtà al momento niente più che un'ipotesi di scuola: troppe le controindicazioni, ad iniziare da quelle logistiche, con la necessità di mettere in piedi un'organizzazione capace di far fronte al contemporaneo arrivo di un numero molto più consistente di atleti e delegazioni al seguito. Il tutto in un periodo storico, peraltro, in cui l'organizzazione dei Giochi Olimpici e Paralimpici è diventata sempre più difficile e complessa, con poche città disposte ad imbarcarsi nell'impresa (lo dimostra in modo palese la spartizione concordata delle due edizioni del 2024 e del 2028 fra Parigi e Los Angeles). Peraltro, è molto diffusa nel mondo paralimpico l'idea che una fusione non sarebbe una mossa azzeccata e pregiudicherebbe la visibilità stesse delle gare paralimpiche: insomma, si tratterebbe di un autogol.

"Il rafforzamento della cooperazione tra il Movimento Olimpico e Paralimpico – ha affermato Thomas Bach, presidente del Cio - è una delle raccomandazioni chiave dell'agenda olimpica 2020: siamo lieti di rafforzare il nostro sostanziale sostegno all'IPC e all'intero Movimento Paralimpico perché condividiamo gli stessi valori e obiettivi ", ha aggiunto. "Il rafforzamento delle relazioni con il CIO e la garanzia del futuro dell'IPC e del Movimento Paralimpico – dice invece Andrew Parsons, presidente dell'Ipc - sono state la mia priorità numero uno quando sono stato eletto presidente lo scorso settembre: sono lieto che sia stato firmato uno storico accordo a lungo termine, lavorando insieme possiamo sperare in un futuro entusiasmante. Non ci sono dubbi sul fatto che senza il supporto e la collaborazione del Cio, il movimento paralimpico e l'Ipc non sarebbero dove sono oggi: dal nostro primo accordo formale del 2000 i Giochi e il movimento paralimpico sono cresciuti moltissimo. Entrambe le nostre organizzazioni condividono la passione per lo sport e l'idea che lo sport può cambiare la vita e può cambiare il mondo: lavorando insieme miglioreremo l'impatto che il nostro lavoro ha sulla società”.

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