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Dal bike sharing all'inclusione lavorativa: così la cooperativa recupera le Gobee.bike

Dopo l'interruzione del servizio a Firenze, affidato alla cooperativa il compito di recuperare le bici abbandonate. 41 i mezzi ritrovati, che ora saranno risistemati nelle officine della cooperativa e venduti online. Il ricavato servirà per sostenere il lavoro di detenuti e persone svantaggiate

16 marzo 2018

ROMA - Il bike sharing è finito, ma le biciclette avranno una nuova vita, grazie a una cooperativa sociale e ai suoi lavoratori “svantaggiati”: accade a Firenze, da cui si è - congedato il servizio di sharing “Gobee.bike”, ma dove le bici recuperate potranno ora servire per dare lavoro a detenuti e persone svantaggiate. Alla cooperativa Ulisse è stato infatti affidato il compito di recuperare i mezzi che non era stato possibile ritirare: ne sono stati trovati 41, abbandonati sulle strade o in giardini, addirittura in fossi o lungo gli argini. L'accordo prevedeva che, in cambio del servizio offerto, la cooperativa ricevesse in dono le biciclette recuperate. “Quando ci era stato proposto di collaborare al recupero di queste biciclette in cambio della loro donazione alla cooperativa, ci eravamo resi disponibili in virtù del nostro spirito ambientalista e con una visione di recupero e riciclo di possibili rifiuti”, riferisce il presidente Autorino. 

Al personale di Ulisse è stato fornito un attrezzo per togliere l’antifurto di cui i mezzi erano provvisti. Ora le 41 biciclette recuperate saranno risistemate nelle officine della cooperativa. Una volta “decustomizzate”, alle bici verrà data una linea “Ulisse” e poi saranno rivendute on line sui siti di Ulisse e Piedelibero. Il ricavato servirà per sostenere il lavoro di detenuti e persone svantaggiate. “Stiamo valutando anche di fare una vendita speciale dopo Pasqua - annuncia Autorino - Adesso auspichiamo che il Comune porti avanti l'impegno di cercare di ricollocare almeno un paio dei quattro lavoratori svantaggiati che lavoravano al nostro noleggio”. (cl)

 

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