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“Stormi”, il sito di giornalismo a fumetti che racconta le storie di cui nessuno parla

Due storie al mese (tre nel primo) di autori emergenti e non, che usano il fumetto per raccontare la realtà. L’idea è di Giacomo Traini e Mattia Ferri ed è legata alla casa editrice BeccoGiallo pur avendo una redazione indipendente. Già on line le prime due

20 marzo 2018

Stormi, fumetti - logo

Raccontare la realtà che ci circonda attraverso le storie di cui nessuno parla, le notizie che non arrivano sulle prime pagine, ma che riguardano tutti o quasi. È l’idea alla base di “Stormi”, il sito di giornalismo a fumetti nato in casa BeccoGiallo (la casa editrice di Padova che dal 2005 pubblica fumetti di impegno civile) ma con una redazione indipendente formata da Giacomo Traini e Mattia Ferri. “Io e Mattia ci siamo conosciuti grazie a BeccoGiallo dove entrambi lavoriamo e abbiamo pensato di prendere in mano il blog in cui venivano pubblicati racconti a fumetti e in cui viene raccolto il materiale relativo alle pubblicazioni, schede dei libri, articoli, eccetera, per dargli una regolarità – racconta Traini – Poi il progetto è cresciuto tanto da diventare un sito a parte”.

Tutta la parte di graphic journalism si è spostata quindi su “Stormi” dove verranno pubblicate 2 storie al mese (3 nel primo), di cui una inedita e una riproposta da antologie o volumi di BeccoGiallo. “Sul sito si troveranno storie molto diverse tra loro, storie che parlano della realtà, notizie di attualità legate a un certo territorio ma adattabili ad altre aree – continua Traini – Ad esempio, una storia sulla libreria del centro sociale di Brescia data alle fiamme interessa sicuramente chi vive a Brescia, chi frequenta i centri sociali ma è una notizia allarmante che potenzialmente può riguardare un numero maggiore di persone. L’idea è anche quella di avvicinare al fumetto chi in genere non lo legge”. 

Il lancio di “Stormi” è avvenuto lo scorso 8 marzo con “Tamp(on t)ax”, una storia realizzata da Sara Pavan (tra i fondatori del collettivo Ernest, e autrice del saggio “Il potere sovversivo della carta”) sull’applicazione dell’Iva al 22% sugli assorbenti femminili, “un prodotto che per metà della popolazione è di prima necessità ma che viene tassato come bene di lusso”, come si legge nella presentazione del fumetto. “Abbiamo deciso di iniziare con la storia di Sara perché è il classico esempio di notizia a cui non si dà nessun risalto – spiega Traini – ed è anche uno dei pochi casi in cui siamo stati noi a proporre all’autore una storia. Volevamo rompere il ghiaccio con un fumetto come questo, che è ciò che vuole essere Stormi: parlare di un tema di cui nessuno parla ma che riguarda metà della popolazione mondiale”. La seconda storia pubblicata è “Sottrazioni di Blu” in cui Stefano Guereschi, ispirandosi a un articolo di FrizziFrizzi, racconta quel giorno del 2016 in cui lo street artist Blu ha cancellato le opere realizzate nel corso di diversi anni sui muri di Bologna, tra cui #OccupyMordor sul muro dell’XM24, per protesta contro la mostra “Street art. Banksy and co. L’arte allo stato urbano” promossa da Genius Bononiae che voleva trasportarle all’interno di un museo. 

“Le storie che pubblichiamo ci vengono proposte dagli autori, in alcuni casi (come quello di Sara Pavan) siamo noi a proporle agli autori, in altri ancora c’erano sceneggiatori che cercavano un disegnatore e noi ne abbiamo suggerito uno – spiega Traini – A parte alcuni, come Sara, la maggior parte degli autori è esordiente, proviene dalle autoproduzioni, alla prima esperienza semiprofessionale”. (lp)

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