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Toscana, bandi da 10 milioni per aiutare le persone svantaggiate

In programma servizi di accompagnamento al lavoro per persone svantaggiate e di inclusione socio-lavorativa ed accompagnamento al lavoro per persone sottoposte a provvedimenti dell'Autorità giudiziaria

23 marzo 2018

FIRENZE – Servizi di accompagnamento al lavoro per persone svantaggiate e di inclusione socio-lavorativa ed accompagnamento al lavoro per persone sottoposte a provvedimenti dell'Autorità giudiziaria di limitazione o restrizione della libertà individuale. Pubblicati in Toscana due bandi, finanziati dal POR FSE 2014-20, che mettono a disposizione circa 10,4 milioni di euro (7,8 per il primo e 2,6 per il secondo).

- "Sono due misure – ha spiegato l'assessore regionale al diritto alla salute e al welfare Stefania Saccardi - che abbiamo progettato e sviluppato per dare una risposta immediata a una vasta platea di destinatari: persone svantaggiate che hanno bisogno di orientamento, formazione ed accompagnamento verso il mondo del lavoro, primo vero passo verso l'inserimento e l'inclusione sociale. Misure che prevedono l'adozione di percorsi integrati e multidimensionali di lotta alla povertà, secondo un'idea di welfare, la nostra, di inclusione e integrazione e non mero assistenzialismo".

L'intento del primo avviso è accrescere le possibilità, per le persone vulnerabili, di trovare un'occupazione e di rafforzare il sistema territoriale di accompagnamento al lavoro di soggetti svantaggiati in carico ai servizi sociali territoriali. Ma anche migliorare il collegamento tra i Servizi Sociali zonali e i Centri per l'Impiego e valorizzare la valutazione multidimensionale e la progettazione personalizzata dei percorsi inclusivi attraverso la presa in carico integrata. I progetti che saranno presentati si rivolgono a soggetti disoccupati o inoccupati, in particolare condizione di svantaggio socio-economico e in carico ai servizi sociali territoriali, con particolare attenzione ai seguenti gruppi vulnerabili: donne sole con figli a carico; disoccupati che vivono in famiglie multiproblematiche; persone appartenenti a nuclei familiari monoreddito; persone inserite in strutture di accoglienza o in programmi di intervento in emergenza alloggiativa; persone inserite nei programmi di assistenza a favore di vittime di tratta; persone inserite nei programmi di intervento e servizi a favore di vittime di violenza nelle relazioni familiari e/o di genere.

I progetti dovranno essere presentati e realizzati da una ATS, Associazione Temporanea di Scopo (costituita o da costituire a progetto approvato), della quale potranno far parte i soggetti pubblici e privati che operano nel recupero socio-lavorativo di soggetti svantaggiati. Dell'ATS dovrà far parte anche l'ente pubblico che svolge le funzioni programmazione e gestione dei servizi e che prende in carico i destinatari. La dotazione finanziaria, 7,8 milioni di euro, prevede il vincolo di 712.500 euro per l'attivazione di una performance opzionale, della quale i soggetti attuatori potranno decidere di avvalersi in sede di candidatura, per l'inserimento lavorativo con almeno un contratto a tempo determinato di 3 mesi di un numero di destinatari individuato per ciascuna Zona-distretto. L'obiettivo è attivare circa 1500 progetti individualizzati di accompagnamento al lavoro.

Col secondo avviso si vuol creare a livello regionale un sistema per l'erogazione di sostegni individualizzati a persone sottoposte a provvedimenti dell'Autorità giudiziaria di limitazione o restrizione della libertà individuale, anche attraverso processi di progettazione partecipata rivolti sia al sistema dei servizi pubblici che del privato sociale, fondati sull'integrazione fra politiche sociali, del lavoro e lotta alla povertà. Vari i soggetti coinvolti: Amministrazione Penitenziaria, Istituti di pena, Uffici di Esecuzione Penale Esterna, Servizi pubblici per il lavoro, Società della Salute, enti pubblici e privati impegnati sul tema.

Potranno presentare progetti imprese e cooperative sociali, soggetti pubblici e privati che operano nel recupero socio-lavorativo di soggetti svantaggiati. I progetti dovranno essere obbligatoriamente presentati ed attuati da una ATS, costituita o da costituire a progetto e finanziamento approvato. Ad ogni ATS potranno partecipare soggetti pubblici e privati a vario titolo impegnati nel reinserimento socio-lavorativo di detenuti, condannati e messi alla prova. In entrambi i casi progetto e domanda di finanziamento dovranno pervenire al Settore 'Innovazione Sociale' entro e non oltre le ore 24 del 14 maggio 2018.

© Copyright Redattore Sociale

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