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Anche le nonne rinunciano al lavoro: verso il "congedo granparentale"?

Studio di due ricercatori delle Università di Bologna e della California-Santa Barbara su oltre 9.000 famiglie americane. Molti nonni impegnati nella cura dei nipoti sono ancora in età lavorativa e, quando si trovano a scegliere, spesso sacrificano il lavoro. Si valutano nuovi strumenti di welfare

23 marzo 2018

BOLOGNA - Spesso le mamme rinunciano alla carriera per prendersi cura dei figli. Ma a quanto pare, saltando una generazione il problema si ripete. Perche' anche le nonne, se sono ancora in eta' lavorativa, sacrificano la loro occupazione in favore dei nipoti. Al punto che avanza l'ipotesi di prevedere, tra le misure di welfare, anche un "congedo granparentale" da affiancare a quello previsto per mamma e papa'. Lo rivela uno studio di due ricercatori delle Universita' di Bologna e della California-Santa Barbara, pubblicato da poco sul "Journal of Public Economics", svolto su un campione di oltre -9.000 famiglie americane. Da un lato conferma che i nonni, prendendosi cura dei nipoti quando sono piccoli, forniscono un aiuto molto importante ai genitori, permettendo loro di continuare a lavorare. Dall'altro lato, pero', mette in evidenza che molti nonni impegnati nella cura dei nipoti sono spesso ancora in eta' lavorativa. E questo loro aiuto in ambito familiare puo' tradursi in un minore attaccamento al mercato del lavoro.

"Quando si trovano a scegliere tra cura dei nipoti e lavoro, spesso i nonni scelgono di sacrificare il lavoro, riducendo il proprio impegno ad esempio con forme di part-time o rinunciando a forme occasionali di lavoro", spiega Giulio Zanella, ricercatore al dipartimento di Scienze economiche dell'Alma Mater di Bologna e coautore dello studio. "Questo fenomeno, che e' vero soprattutto per le nonne, e' pero' potenzialmente problematico- continua Zanella- perche' con la crescita dell'aspettativa di vita dovrebbe aumentare anche la durata della vita lavorativa".

Per affrontare il problema, i due ricercatori propongono l'introduzione di un "congedo granparentale" per i nonni, oppure una riduzione delle tasse sul reddito da lavoro negli ultimi anni prima della pensione, per incentivare i nonni a non rinunciare al lavoro. Questo maggior reddito, sostengono i ricercatori, potrebbe essere utilizzato per l'assunzione di babysitter. Ma la risposta principale ai problemi di conciliazione lavoro-famiglia tanto dei genitori quanto dei nonni deve venire, affermano gli studiosi, da un potenziamento degli asili nido e delle scuole dell'infanzia. "I risultati della nostra ricerca- spiega infatti Zanella- suggeriscono una nuova prospettiva per apprezzare il ruolo di asili nido e scuole dell'infanzia, che si rivelano cosi' servizi importanti non solo per sostenere la partecipazione delle giovani madri al mondo del lavoro, ma anche per sostenere la vita lavorativa delle donne prossime all'eta' pensionistica". (DIRE)

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