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Casellati presidente del Senato: è la prima donna. Fico alla Camera

L'aula di Palazzo Madama ha eletto presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati, Forza Italia. E’ la prima volta che una donna diventa presidente del Senato. Alla presidenza della Camera è stato eletto invece Roberto Fico, del Movimento 5 stelle. Casellati, ricordando la crisi: "La politica, oggi più di ieri, è chiamata a dare risposte concrete"

24 marzo 2018

ROMA - L'aula di Palazzo Madama ha eletto presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Un lungo applauso ha salutato l'elezione della neo-presidente, quando lo spoglio era ancora in corso ma il trend ormai consolidato. L'applauso è partito dai banchi di Fi, poi si è esteso a tutto l'emiciclo: dai banchi dei Cinque stelle a quello del Pd fino alla Lega. Anche Renzi e Salvini si sono alzati in piedi ad applaudire. Casellati non era presente in aula al momento dello spoglio.
Maria Elisabetta Alberti Casellati è la prima presidente donna del Senato (sono state tre, invece, le donne che sono state chiamate in passato a presiedere la Camera: Nilde Iotti, dal 1979 al 1992; Irene Pivetti, dal 1994 al 1996; Laura Boldrini, dal 2013 al 2018). Al termine dello spoglio si sono conosciuti i numeri definitivi: la nuova presidente del Senato è stata eletta con 240 voti su 319 votanti. Il risultato è stato letto in aula da Giorgio Napolitano.

La commozione di Napolitano. La voce rotta e le lacrime di commozione per il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano che dopo la proclamazione della neo-presidente Maria Elisabetta Alberta Casellati ha salutato l'emiciclo di Palazzo Madama. Per lui il lungo applauso del Senato. "Finisco qui la mia prestazione di presidente provvisorio", ha detto Napolitano ringraziando i senatori. "Un ringraziamento a voi tutti per la generosa accoglienza riservata ieri, e per aver reso più agevole il mio lavoro e per il senso di responsabilità che ha accomunato questa assemblea. Auguri a tutti, ci rivedremo in quest'aula", ha aggiunto l'ex Capo dello Stato.

- L'esito alla Camera. Quasi contemporaneamente Roberto Fico (M5s) è stato eletto presidente della Camera con 422 voti. I presenti sono stati 620, i votanti 620, la maggioranza assoluta richiesta era di 311 voti. Nessun astenuto, 60 le schede bianche, 21 le schede nulle. A Roberto Giachetti sono andati 102 voti, a Riccardo Fraccaro 7 voti, a Renato Brunetta 3 voti. Cinque sono stati i voti dispersi (tra cui uno anche a Nico Stumpo di Leu).
E' questo il dato definitivo emerso al termine dello spoglio delle schede in aula alla Camera al quarto scrutinio, dove è stata sufficiente la maggioranza assoluta dei votanti. A proclamare il risultato è stato il presidente provvisorio Roberto Giachetti.

Chi sono i nuovi presidenti di Camera e Senato. Maria Elisabetta Alberti Casellati, avvocata e docente universitaria di Padova, classe 1946, è diventata parlamentare di Forza Italia con la discesa in campo di Silvio Berlusconi nel 1994. Nel 2005 ha ricoperto l'incarico di sottosegretaria al ministero della salute. Nel corso dell’ultima legislatura (15 settembre 2014) è stata eletta consigliera del Csm e si è dimessa dalla carica di senatrice. Carica che ha ripreso adesso in seguito all’esito delle elezioni dello scorso 4 marzo. Oggi è diventata presidente del Senato.
Roberto Fico, 44enne napoletano, è laureato in Scienze della Comunicazione e nel 2013 è stato eletto deputato della diciassettesima legislatura nelle file del Movimento 5 Stelle. Nel corso della stessa legislatura è stato Presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai. Oggi, al termine dello scrutinio, stato eletto Presidente della Camera dei deputati.

Le prime parole. "La scelta di eleggere per la prima volta una donna alla presidenza del Senato rappresenta un onore, una responsabilità che sento doveroso condividere con quelle donne che con loro esempio e coraggio hanno costruito l'Italia di oggi, un grande paese democratico e liberale dove nessun traguardo è precluso". E' quanto ha affermato la neopresidente del Senato, Elisabetta Casellati, parlando in aula.
"Da oggi le mie energie saranno rivolte ad assolvere questo prestigioso ruolo con Disciplina e Onore, cercando ogni giorno di mettere in pratica quei valori che la nostra Carta costituzionale - di cui quest'anno ricorre il settantesimo anniversario - ha posto alla base della vita delle istituzioni repubblicane".
E ha aggiunto: "Servono unità di intenti pur nella diversità di opinioni, ragionevole ottimismo e rispetto reciproco delle forze politiche nel solco delle regole comuni". "Le forze politiche pur nella dialettica dei ruoli diversi esprimono tutte l'intera collettività. La consapevolezza condivisa della comune legittimazione è una condizione essenziale per un buon governo".

Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato

Inoltre, nel suo primo discorso la presidente del Senato ha ricordato che "gli ultimi 10 anni sono stati caratterizzati, a livello internazionale, dalla grave crisi finanziaria che ha cambiato il mondo. Imprese, famiglie e lavoratori hanno sopportato il peso delle ripercussioni economiche, hanno sostenuto sacrifici, hanno dovuto cambiare il proprio stile di vita. Un cambiamento che ha inevitabilmente coinvolto le stesse istituzioni. La politica, oggi più di ieri, è chiamata a dare risposte concrete: con le azioni, l'esempio, i risultati". Alberti Casellati ha spiegato che "starà a ognuno di noi saper affrontare le nuove sfide alle quali saremo chiamati. A partire da un ripensamento del ruolo e dei compiti dello Stato. Il progresso impone la capacità di innovare, riformare, mettere in discussione le certezze del passato per poter governare il cambiamento".
"Il tema delle riforme sarà centrale - ha aggiunto -, vedrà le forze politiche chiamate a dare segnali precisi, investendo il tema dell'assetto delle istituzioni, a tutti i livelli. Così come non potrà essere ignorato il completamento del riassetto delle autonomie locali".

Da aggiungere che su alcuni problemi, come sicurezza e immigrazione, la neopresidente del senato aveva avuto già modo di esprimersi nel recente passato. In particolare, con riferimento ai fenomeni migratori, in una videointervista alla Dire aveva affermato che il “nostro progetto” è di far venire in Italia solo i migranti “provvisti di un contratto di lavoro e un’abitazione per dare loro una vita dignitosa”, altrimenti “la cosiddetta solidarietà diventa una solidarietà di facciata”. 

Nel suo discorso di insediamento alla Camera, invece, Roberto Fico ha affermato: "Sono emozionato. Vi ringrazio per la fiducia per un incarico di così alta responsabilita', lo onorerò con massima imparzialità e rigore". E ha aggiunto: "Occorre far sì che i cittadini in quest'aula possano essere rappresentati". E' un "obiettivo determinante che il Parlamento ritrovi sua centralità". 
"I valori affermati nella nostra costituzione hanno richiesto il sacrificio di tanti uomini e e donne nella lotta contro il nazifascismo. Vogliamo ricordare quel sacrifico com particolare commozione oggi nell'anniversario dell'eccidio delle fosse ardeatine". Quanto ai lavori, ha sottolineato che le decisioni vanno prese nelle commissioni e in aula: "Non permetterò scorciatoie né forzature nel dibattito parlamentare". E nel sottolineare che sarà garante per maggioranza e opposizioni, non ha dimenticayo il cavallo di battaglia dei 5 stelle: "Il taglio dei costi della politica è uno dei principali obiettivi di questa legislatura", auspicando il "superamento dei privilegi".
"Impronterò il mio mandato a tre principi: garantire un alto livello della discussione parlamentare, garantire tutte le componenti di maggioranza e opposizione, interpretare lo spirito del cambiamento delle ultime elezioni", ha assicurato.

Roberto Fico, presidente della Camera


Poi è entrato nel dettaglio, con riferimento soprattutto alloperatività della Camera. "Questo è il luogo dove tutto prende forma e intendiamo costruirlo insieme, a partire da oggi, con l'unico interesse del bene collettivo, perché abbiamo il compito di servire una intera nazione. Dobbiamo far sì che in quest'aula i cittadini possano sentirsi rappresentati, vedendola come un punto di riferimento in cui tornare a riporre la propria fiducia. Ed è proprio ai cittadini che penso, quando invito tutti noi a riflettere sulla necessità che il Parlamento ritrovi la centralità che gli è garantita dalla Costituzione”.
"Un parlamento centrale per me – ha aggiunto - è un parlamento di cui i cittadini possono fidarsi, e possono farlo perché sanno che qui è perseguito esclusivamente l'interesse generale, qui sono esaminate le loro proposte di legge, qui si realizza la volontà espressa attraverso i referendum, qui si deve intercettare lo spirito di cambiamento che anima l'Italia del 2018 e che i cittadini hanno espresso così chiaramente con il voto del 4 marzo".
"Dobbiamo aprire ancora di più quest'aula ai cittadini, sia in senso fisico sia valorizzando gli istituti di democrazia diretti previsti dalla Costituzione. Per esempio attraverso la previsione di tempi certi per l'esame delle proposte di legge di iniziativa popolare".

"Penso a come le camere, condividendo una riflessione avviata in altri ordinamenti, possono anche diventare luoghi per utilizzare le nuove tecnologie digitali a supporto del processo legislativo, per coinvolgere maggiormente le persone. quello dell'Innovazione è un tema su cui in questi anni si è fatto un lavoro significativo. A questo proposito voglio esprimere un ringraziamento a tutto il personale dell'amministrazione della Camera dei deputati, che è un modello di qualità nel panorama europeo".
"E' necessario porre fine a un modo di legiferare confuso – ha aggiunto -, fatto di aggiustamenti continui, deroghe, estensioni, perché questo modo crea incertezza e diventa un danno per i cittadini e per la crescita del Paese".

Prossime tappe. Nel primo pomeriggio, la nuova Presidente del Senato e quello della Camera sono stati ricevuti al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Quanto alle prossime ore, va detto che subito dopo il suo discorso di insediamento come presidente della Camera, lo stesso Roberto Fico ha comunicato all'aula le prossime tappe per l'avvio della legislatura a Montecitorio: i deputati devono comunicare al segretario generale della Camera, entro due giorni dalla prima seduta, a quale gruppo parlamentare appartengono, la dichiarazione dovrà pertanto essere effettuata entro lunedì 26 marzo; martedì 27 marzo alle ore 15.30 i deputati aderenti ai gruppi parlamentare e quelli che si iscriveranno al gruppo Misto sono convocati simultaneamente per l'elezione dei rispettivi capogruppo e degli altri organi direttivi dei gruppi stessi.
La Camera tornerà a riunirsi, per quanto riguarda l'aula, giovedì 29 marzo alle ore 11 per la votazione dei quattro vice presidenti, dei tre questori e degli otto segretari.

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