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"Questo è lavoro": i valori della cooperazione in un corto

L’obiettivo è richiamare l’attenzione collettiva sui principi che sono alla base della cooperazione: la legalità, la lotta alle mafie, la capacità di riabilitarsi attraverso il lavoro, la dignità dell’essere più fragile, la ricchezza di dedicarsi agli altri. Il progetto è di Save the cut e Parsifal

03 aprile 2018

ROMA - “Non voglio i matti vicino al mio hotel. Profilo basso, non ammetto fallimenti”. La missione di Massimo è tutta nelle parole del suo capo: consulente d’affari per grandi realtà immobiliari, dovrà convincere una fattoria sociale che impiega persone con disagio mentale a spostarsi, per far posto a un hotel di lusso. Ma il viaggio d’affari cade proprio nel week end che avrebbe dovuto trascorrere con sua figlia, appena maggiorenne che anziché iscriversi all’università, vuole fare il servizio civile. Decide quindi di portarla con sé. Le divergenze tra i due, che sembrano incolmabili, si ridurranno proprio quando padre e figlia incontrano i ragazzi della cooperativa sociale. E’ questa la trama di “Questo è lavoro”, cortometraggio del 2017, diretto da Federico Caponera, firmato Save the Cut e prodotto dal Consorzio Parsifal, presentato a Latina.

Il progetto è nato dall’idea di raccontare una storia capace di veicolare i valori della cooperazione sociale, oggi talvolta messi in discussione. “L’obiettivo non è quello di promuovere questo o quel servizio, questa o quella cooperativa, ma di richiamare l’attenzione collettiva sui principi che sono alla base della cooperazione: la legalità, la lotta alle mafie, la capacità di riabilitarsi attraverso il lavoro, la dignità dell’essere più fragile, la ricchezza di dedicarsi agli altri” spiegano i realizzatori del cortometraggio. Il video è stato girato realmente nei territori citati: la Sardegna, il Lazio e l’Abruzzo.

Il taglio di regia che è stato scelto va nella direzione di un prodotto dai toni realistici, con punte di ironia. Quasi tutte le figure coinvolte, tranne i ruoli principali, non sono attori ma sono persone realmente occupate in attività di cooperazione sociale, nell’ambito dei diversi servizi ricoperti dal Consorzio Parsifal sui territori. “La fase di scrittura è durata oltre un anno. Gli sceneggiatori hanno dialogato con i responsabili dei servizi, sono stati in loco per toccare con mano le diverse situazioni e poterle raccontare nel modo più credibile possibile – spiegano -. La stessa fase di shooting, durata circa due settimane, è stata come un grande laboratorio, che ha visto lavorare insieme la troupe di Save the Cut e gli operatori del Consorzio, che a tratti sono stati aiutanti scenografi, assistenti di produzione, persino editor della sceneggiatura”. Ne è venuto fuori un cortometraggio dal sapore insolito: una storia normale, priva di sensazionalismi, ma capace di raccontare come l’aprirsi agli altri possa essere la chiave per una società di buone relazioni e di fiducia.

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