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“E' il contesto che fa la disabilità”: parola di un climber cieco

A Casalecchio di Reno l'incontro tra Fabrizio Celentano, atleta paralimpico, e gli studenti dell'Istituto Fantini di Vergato, che partecipano a un ciclo di allenamenti di arrampicata sportiva, nell'ambito del progetto di inclusione sociale attraverso lo sport promosso da Sportfund

29 marzo 2018

- ROMA – Arrampicare senza poter vedere: un'esperienza da raccontare, sopratutto ai più giovani, per insegnare che lo sport non ha confini. E l'inclusione neanche. E' questo il senso del progetto portato avanti da Sportfund, che ha organizzato una serie di incontri tra atleti paralimpici e studenti, accompagnati in una vera e propria arrampicata sportiva. E' accaduto, nei giorni scorsi, a Casalecchio di Reno (Bo), presso la palestra Gimi, dove gli allievi dell’Istituto di Istruzione superiore Fantini di Vergato hanno incontrato Fabrizio Celentano, atleta della squadra nazionale di paraclimb, consigliere dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. 

L’incontro è stato l’occasione per i ragazzi, alcuni in situazione di disabilità o disagio sociale, di arrampicare con un giovane atleta non vedente e di confrontarsi con lui sul tema della disabilità. Ad accompagnare i ragazzi, gli insegnanti di educazione fisica Marzia Macciantelli e Giuseppe Parrinello, quest’ultimo delegato del Comitato Italiano Paralimpico, Regione Emilia-Romagna. Come istruttrice di arrampicata sportiva Fasi era presente Letizia Grasso, allenatore Coni IV livello europeo, responsabile Fasi nazionale per para e specialclimb, nonché rappresentante dei tecnici della Giunta Regionale Cip. 

É il contesto che fa la disabilità, non la disabilità in sé - ha detto Celentano ai ragazzi - L’importante è conoscere le persone giuste ma, soprattutto, essere la persona giusta”. L’incontro è stato il primo tra i tanti che verranno organizzati dalla Sportfund tra atleti paralimpici e alunni degli Istituti scolastici della Regione, per l'avvio di un confronto tra pari che, come obiettivo, si pone quello di incidere sul contesto e sulla percezione sociale della disabilità.

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