Open Arms, resta il sequestro ma cade l'accusa. Sea Eye torna in mare

Secondo il gip di Catania non sussiste il reato di associazione a delinquere ma solo quello di favoreggiamento dell'immigrazione irregolare. E il dossier Proactiva passa a Ragusa. Fcei: "Notizia in parte positiva, ma con il sequestro l'ong non può svolgere soccorso". Oggi parte la seconda missione di Sea Eye

28 marzo 2018

ROMA – Sea Eye torna a fare il salvataggio in mare. L’ong ha annunciato oggi la sua seconda missione di quest’anno. Questa mattina  l’equipaggio, formato da dieci uomini a bordo della Seefuchs, e sotto la guida del capitano Johann Rieß, ha lasciato Malta. Giovedì la nave raggiungerà la zona di soccorso al largo delle coste libiche alla ricerca di imbarcazioni in pericolo e pronta a soccorerle.

-“La minaccia in corso da parte della guardia costiera libica e i tentativi della magistratura italiana di fermare il salvataggio privato in mare non possono impedirci di adempiere al nostro dovere umanitario”, sottolinea il fondatore di Sea-Eye Michael Buschheuer. La nave dell’organizzazione Sea-Eye è così, oltre all’Aquarius, l’unica nave di salvataggio presente in questa parte del Mediterraneo, in cui più di 350 persone sono annegate dall’inizio di quest’anno. “Operiamo dall’aprile 2016 per salvare migranti in pericolo nel Mediterraneo – spiega l’ong -. Nel maggio 2017 abbiamo inoltre acquistato una seconda nave, la Seefuchs. Da allora siamo stati in grado di salvare la vita di 13.284 persone".

Intanto ieri il gip di Catania Nunzio Sarpietro ha confermato il sequestro della nave dell’ong spagnola Practiva Open Arms, ma si è dichiarato incompetente, ritenendo non sussistere il reato di associazione per delinquere ma soltanto quello di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare. E’ stata, dunque, rigettata l'ipotesi del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro. Ora gli atti saranno trasferiti alla Procura di Ragusa. “Una notizia almeno in parte positiva – commenta Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean Hope - Programma rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei) – sia perché scagiona gli operatori umanitari di Proactiva OpenArms dalla grave accusa di associazione a delinquere, sia perché affida il caso a una Procura diversa da quella di Catania, la quale sulla questione dei soccorsi in mare da tempo muove gravi accuse alle Ong attive nelle attività di ricerca e soccorso senza produrre prove di reato”.

Naso tuttavia esprime rincrescimento, perché “la OpenArms resta sotto sequestro e non può svolgere attività di soccorso in mare. Nei giorni in cui come chiese evangeliche stiamo dando il benvenuto in Italia a un centinaio di profughi giunti in piena legalità dal Libano attraverso i Corridoi umanitari, progetto che da due anni realizziamo insieme alla Comunità di Sant’Egidio, siamo solidali con chi protegge la vita dei profughi nel Mediterraneo attraverso attività di soccorso in mare. Come Mediterranean Hope, abbiamo già partecipato ad una missione della OpenArms e confidiamo di potere partecipare presto a nuove missioni umanitarie”. Rincresce tuttavia che resti sotto sequestro. Così non può svolgere attività di soccorso in mare”, conclude Naso. 

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