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Niger, arresti e rastrellamenti nelle associazioni. L’allarme del Cospe

La Ong toscana denuncia: “Notizie allarmanti su quanto sta accadendo in Niger in questi ultimi giorni: manifestazioni sedate con la violenza dalla polizia, 23 arresti tra attivisti e giornalisti, un’irruzione in una tv privata, rastrellamenti nelle sedi di associazioni”

30 marzo 2018

FIRENZE – “Riceviamo notizie allarmanti su quanto sta accadendo in Niger in questi ultimi giorni: manifestazioni sedate con la violenza dalla polizia, 23 arresti tra attivisti e giornalisti, un’irruzione in una tv privata, rastrellamenti nelle sedi di associazioni e di altre agenzie di media”. E’ quando denuncia la Ong toscana Cospe, da anni impegnati in progetti di sviluppo in Niger.

“I manifestanti prosegue una nota dell’associazione - erano scesi in strada a Niamey lo scorso 25 marzo per protestare contro la legge finanziaria 2018 che prevede una nuova tassazione su case, elettricità ecc… Durante il pacifico corteo la polizia ha assalito con i lacrimogeni i partecipanti. Gli arresti sono poi proseguiti nelle sedi di alcuni associazioni: tra le persone arrestate anche Moussa Tchangari, segretario generale Alternative Espace Citoyens, nostro partner della società civile nigerina. Arrestato senza motivi – racconta il cooperante Cospe Simone Teggi in costante contatto con i membri dell’associazione – Moussa si trova da due giorni in stato di fermo presso la polizia giudiziaria ma nessuno sa in quale carcere si trovi. Sembra che ora dovrà comparire davanti ai giudici”.

Un’escalation che preoccupa gli attori internazionali presenti, come Amnesty International e Cospe. “Si tratta di un grave attacco alla democrazia e alla società civile – dichiara Giorgio Menchini, presidente della Ong – Chiediamo al governo nigerino di liberare immediatamente gli attivisti”.

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